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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34145/2026 del 23/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (destinatario D.A.Spo.)

La controversia

Il ricorrente era sottoposto, per cinque anni, alla prescrizione di presentarsi presso gli uffici di pubblica sicurezza in occasione delle partite, convalidata dal GIP del Tribunale di Taranto il 23 dicembre 2022 in relazione al provvedimento del Questore del 15 dicembre 2022. Il 10 marzo 2026 ha chiesto la revoca dell’obbligo accessorio, deducendo che il 9 dicembre precedente aveva sottoscritto un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e determinato per dodici mesi come operatore ecologico ad Ariano Irpino, con 38 ore settimanali su sei giorni e turni dalle 18 alle 24, coincidenti con gli orari di numerose partite dell’Avellino. Ha inoltre richiamato l’osservanza della misura per oltre tre anni, l’assenza di condotte riprovevoli nel periodo e il mutamento delle proprie condizioni di vita. Il GIP, con ordinanza del 12 marzo 2026, ha respinto l’istanza, ritenendo non rilevanti le novità allegate, considerando lontana la scadenza della misura e richiamandone la durata minima e la precedente recidivanza, connessa a un altro D.A.Spo. emesso pochi mesi prima dal Questore di Latina. Con il primo motivo il ricorrente ha denunciato violazione dell’art. 6, comma 5, della legge n. 401/1989, sostenendo che la norma impone la revoca o modifica quando mutino i presupposti della misura e che il nuovo rapporto di lavoro richiedeva una rivalutazione effettiva della pericolosità attuale e della permanenza dei presupposti. Con il secondo motivo ha dedotto vizio di motivazione apparente, perché il giudice avrebbe escluso la sufficienza delle esigenze lavorative senza esaminare concretamente le circostanze documentate.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha osservato che il rapporto di lavoro, per modalità e orari apparentemente coincidenti con quelli delle partite, può costituire un impedimento fattuale alla violazione dell’obbligo di presentazione: la violazione comporterebbe anche il mancato rispetto della prestazione lavorativa e dei doveri connessi al rapporto. Tale circostanza può quindi rappresentare una modifica dei presupposti della misura accessoria. L’ordinanza è stata annullata con rinvio al giudice di merito, affinché valuti concretamente l’effettiva incidenza del fatto nuovo sulla permanenza dei presupposti dell’obbligo. Il testo disponibile si interrompe dopo «P.Q.M.» e non consente di determinare ulteriori statuizioni finali.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 5, legge n. 401/1989

    Il divieto di cui al comma 1 e l'ulteriore prescrizione di cui al comma 2 [...] sono revocati o modificati qualora, anche per effetto di provvedimenti dell'autorita' giudiziaria, siano venute meno o siano mutate le condizioni che ne hanno giustificato l'emissione. [...]

    Il mutamento delle condizioni che avevano giustificato il divieto o la prescrizione impone di rivalutare la misura e può condurre alla sua revoca o modifica. Il nuovo rapporto di lavoro allegato può costituire un elemento potenzialmente idoneo a modificare i presupposti dell’obbligo di presentazione e va valutato in concreto.

Massime di principio

  • La richiesta di revoca o modifica della prescrizione di presentazione collegata al D.A.Spo. deve essere valutata alla luce dell’art. 6, comma 5, della legge n. 401/1989, verificando se siano venute meno o siano mutate le condizioni che ne avevano giustificato l’applicazione.
  • Un rapporto di lavoro documentato, i cui orari coincidano con quelli degli eventi sportivi interessati dalla prescrizione, può costituire un fatto nuovo rilevante: se la sua osservanza comporta un concreto impedimento alla violazione dell’obbligo, il giudice deve valutarne l’effettiva incidenza sulla permanenza dei presupposti della misura.

Come è indicizzato

MaterieCustodia cautelare
RamiMisure cautelari

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