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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34143/2026 del 23/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d’appello di Roma, con sentenza del 13 gennaio 2026, riformando la decisione del Tribunale di Roma del 12 giugno 2024, ha dichiarato prescritti i reati dei capi B) e C), confermato la responsabilità per i capi A) e D) e rideterminato la pena in due anni di reclusione, riducendo in pari misura la durata delle pene accessorie. Per il capo A) era contestata la violazione dell’art. 10 d.lgs. 74/2000; per il capo D), l’utilizzazione in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti ai sensi dell’art. 2 dello stesso decreto. La contestazione riguardava la gestione di fatto di una società formalmente operante nella progettazione e ingegneria integrata, ritenuta invece priva di sede e strutture operative, di personale e di dichiarazioni fiscali, e l’emissione di fatture con causali generiche e prive di riscontri sulle prestazioni. Per il capo A), l’imputato, quale amministratore di fatto, non avrebbe esibito la documentazione contabile obbligatoria, rendendo impossibile ricostruire volume d’affari e redditi; per il capo D), avrebbe utilizzato nella dichiarazione presentata il 23 settembre 2016 per il periodo d’imposta 2015 fatture emesse dalla società, qualificata come cartiera. Il primo motivo denunciava vizio motivazionale ed erronea applicazione della legge quanto alla qualifica di amministratore di fatto e alla natura fittizia della società e delle operazioni, lamentando motivazione apparente, omesso confronto con le censure d’appello e travisamento delle testimonianze. Il secondo contestava il diniego delle attenuanti generiche, ritenendo illogico fondarlo sulla reiterazione e su elementi già costitutivi dei reati. Il terzo denunciava motivazione viziata e violazione degli artt. 545-bis c.p.p. e 53 e 58 legge 689/1981 per il rigetto della sostituzione della pena, deducendo genericità della prognosi negativa e mancato accertamento delle condizioni personali, familiari e sociali.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il primo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la motivazione d’appello aveva esaminato le censure e fondato la gestione di fatto e l’inesistenza delle operazioni su plurimi elementi convergenti, inclusi i dati della verifica fiscale, la mancanza di strutture e documentazione, la riferibilità delle società utilizzatrici all’imputato e le testimonianze; la richiesta di diversa lettura delle prove era rivalutativa. Il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato perché il diniego delle attenuanti generiche era motivato con gravità concreta, modalità, durata e finalità elusiva delle condotte, nonché con l’assenza di elementi favorevoli, e la censura sollecitava una valutazione di merito. Il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la richiesta di pena sostitutiva era generica e il giudizio prognostico negativo era ancorato alla perseveranza nelle condotte e all’assenza di elementi di revisione critica o resipiscenza; non erano stati indicati elementi decisivi trascurati. Restano ferme le statuizioni d’appello di responsabilità per i capi A) e D), di prescrizione per i capi B) e C) e di pena rideterminata in due anni di reclusione.

Norme richiamate

  • art. 10 d.lgs. 74/2000

    Quanto al reato di cui al capo A), i giudici d'appello hanno specificamente affermato, a pag. 5, che l'imputato, nella qualità di amministratore di fatto della Project Management s.r.I., sebbene richiesto, non aveva esibito alcuna documentazione contabile della società, di cui era obbligatoria la conservazione, rendendo impossibile la ricostruzione del volume d'affari.

    La decisione conferma la responsabilità per la fattispecie contestata in relazione alla mancata esibizione della documentazione contabile obbligatoria da parte dell’amministratore di fatto, che aveva reso impossibile ricostruire il volume d’affari.

  • art. 2 d.lgs. 74/2000

    Quanto al reato di cui al capo D), la stessa sentenza ha ritenuto integrata la fattispecie per avere l'imputato utilizzato, nella dichiarazione fiscale presentata il 23 settembre 2016, relativa all'anno d'imposta 2015, fatture per operazioni inesistenti emesse dalla Project Management s.r.I., qualificata come società cartiera.

    La decisione ritiene integrata la fattispecie quando nella dichiarazione fiscale sono utilizzate fatture per operazioni inesistenti emesse da una società cartiera.

  • art. 545-bis c.p.p.

    La Corte d'appello ha esaminato la richiesta, rilevando anzitutto che la stessa era stata formulata in modo generico nella memoria difensiva, e l'ha rigettata sulla base di un giudizio prognostico negativo fondato su elementi concreti, desunti dalla natura e dalle modalità delle condotte accertate.

    La richiesta di sostituzione della pena deve essere valutata e può essere respinta sulla base di una prognosi negativa motivata con elementi concreti relativi alla natura e alle modalità delle condotte.

  • art. 53 legge 689/1981

    Il diniego, dunque, non è stato affidato a formule stereotipate, ma è stato correlato alla natura fiduciaria delle pene sostitutive e alla necessità di poter confidare nello spontaneo rispetto delle prescrizioni da parte del condannato.

    Il giudizio sulla sostituzione della pena può considerare l’affidabilità prognostica del condannato rispetto all’osservanza spontanea delle prescrizioni, in ragione della natura fiduciaria delle pene sostitutive.

  • art. 58 legge 689/1981

    La Corte d'appello ha esaminato la richiesta, rilevando anzitutto che la stessa era stata formulata in modo generico nella memoria difensiva, e l'ha rigettata sulla base di un giudizio prognostico negativo fondato su elementi concreti, desunti dalla natura e dalle modalità delle condotte accertate.

    Il rigetto della richiesta di pena sostitutiva è giustificabile con una prognosi individualizzata e concreta, fondata sulla natura e sulle modalità delle condotte accertate.

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto può essere desunta da una valutazione complessiva di indici convergenti, comprese le dichiarazioni testimoniali e le circostanze che mostrano chi abbia concretamente gestito la società; in cassazione non è consentito sostituire a una motivazione congrua una diversa lettura del compendio probatorio.
  • L’inesistenza delle operazioni documentate da fatture può essere ricavata dalla convergenza di elementi quali l’assenza di una sede e di strutture operative, la mancanza di personale e di riscontri documentali sulle prestazioni, la genericità delle causali e la riferibilità dei soggetti utilizzatori a chi gestiva di fatto la società emittente.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato quando si fonda su una valutazione complessiva della gravità concreta, delle modalità e della durata delle condotte e dell’assenza di elementi favorevoli; la censura che miri soltanto a ottenere una diversa ponderazione di merito non è scrutinabile in cassazione se la motivazione è congrua e non manifestamente illogica.
  • La richiesta di pena sostitutiva può essere respinta sulla base di una prognosi negativa ancorata a elementi concreti relativi alla natura e alle modalità delle condotte e all’affidabilità circa il rispetto delle prescrizioni; la censura in cassazione deve indicare specifici elementi decisivi trascurati, non limitarsi a proporre una diversa valutazione prognostica.

Come è indicizzato

MaterieOmessa dichiarazioneDichiarazione fraudolentaImpugnazioniPena e commisurazioneCircostanze del reato
RamiReati tributariProcesso penaleParte generale

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