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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16812/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la dichiarazione di inammissibilità dell'appello pronunciata dalla Corte d'Appello di Palermo. L'appello originario contestava la condanna per furto di energia elettrica (allaccio diretto al contatore ENEL) pronunciata dal Tribunale di Palermo: si deducevano carenze probatorie circa la condotta addebitata (assenza di prova di uso personale della corrente, coabitazione con terzi e intestazione del contratto al padre), questioni di procedibilità/querela per la manomissione del contatore (congettura circa la forza fisica necessaria), la non punibilità ai sensi dell'art. 131‑bis c.p., e richieste di attenuanti e riduzione di pena. In Cassazione è stato lamentato, in particolare, il vizio di violazione dell'art. 581 cod. proc. pen. (mancata corretta valutazione della specificità dei motivi di appello e illegittima dichiarazione di inammissibilità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato; ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Palermo e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo. Motivazione: l'atto di appello, pur formulato in modo non particolarmente dettagliato, conteneva doglianze specifiche in fatto e in diritto attinenti ai passaggi decisivi della sentenza di primo grado; la Corte d'Appello ha erroneamente dichiarato l'inammissibilità per genericità ma, nel corpo della sentenza, ha invece esaminato e confutato i motivi, valutandone l'infondatezza nel merito. Tale comportamento integra contraddittorietà perché il giudice dell'appello può dichiarare l'inammissibilità solo quando i motivi siano effettivamente privi di specificità (internamente o esternamente), non procedere invece a un sindacato di merito sulla manifesta infondatezza dei motivi stessi. Pertanto la pronuncia di inammissibilità è stata annullata e la causa rinviata per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 581 cod. proc. pen.

    l'atto di gravame deve indicare, con enunciazione specifica, i capi ed i punti della decisione che intende impugnare, le richieste avanzate e i motivi in fatto e diritto che le sostengono (novellato dalla legge 23 giugno 2017, n. 103)

    La norma richiede specificità dei motivi di appello (sia interna che esterna). Tuttavia il giudice d'appello può dichiarare l'inammissibilità solo quando sussista tale difetto di specificità e non quando i motivi, pur specifici, siano semplicemente ritenuti inidonei a vincere la motivazione del primo grado.

  • Sez. Un., n. 8825/2017 (Galtelli)

    ... al pari del ricorso per cassazione, l'appello è inammissibile per difetto di specificità dei motivi quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata ...

    Giurisprudenza di legittimità che chiarisce il principio della proporzionalità dell'onere di specificità in relazione alla specificità delle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata; impone il confronto critico puntuale tra motivi di appello e motivazione impugnata.

  • Sez. 4, n. 3520/2021 (Pecone)

    ricorre il vizio di contraddittorietà della motivazione quando la sentenza dichiarativa dell'inammissibilità dell'appello per difetto di specificità dei motivi contestualmente valuti l'infondatezza dei motivi stessi

    La Corte conferma che l'inammissibilità non può convivere con un esame di merito: se il giudice dell'appello risponde punto per punto ai motivi, questi vanno considerati ammissibili e, semmai, respinti nel merito.

  • Altra giurisprudenza citata (Caruso, Jovanovic, Alfieri, Cricca)

    Richiamano i criteri di specificità dei motivi di impugnazione e il principio del 'favor impugnationis' che tempera ma non annulla l'obbligo di contraddittorio puntuale con la motivazione impugnata; sottolineano i limiti del sindacato del giudice d'appello sull'ammissibilità.

Massime di principio

  • L'appello deve indicare con specificità i capi e i punti della decisione contestati e motivare in fatto e diritto le censure: questa specificità può essere 'interna' (testuale) o 'esterna' (rapporto critico puntuale con la motivazione impugnata).
  • La Corte d'Appello può dichiarare l'inammissibilità solo quando i motivi siano effettivamente privi di specificità; non può invece entrare nel merito giudicando la manifesta infondatezza dei motivi e poi dichiararli inammissibili.
  • Se la Corte d'Appello, pur dichiarando l'inammissibilità, risponde comunque ai motivi e ne confuta il contenuto, sussiste contraddittorietà e ciò costituisce motivo di annullamento in Cassazione con rinvio.
  • In fase di redazione dell'appello è prudente indicare in modo puntuale i passaggi argomentativi della sentenza di primo grado che si intendono contestare e fornire un rapporto critico diretto tra motivi di fatto/diritto e la motivazione impugnata.
  • Il principio del 'favor impugnationis' attenua il rigore della specificità ma non lo elimina: l'appellante non può limitarsi a rilievi generici o a negazioni astratte del decisum.
  • Nel caso di decisione di inammissibilità controversa, il ricorso per Cassazione può aver successo se è dimostrabile che la Corte d'Appello ha in realtà esaminato il merito e che la dichiarazione di inammissibilità è contraddittoria.

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