Cassazione Penale, Sentenza n. 20775/2024 del 27/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso di Baklouti Abdessalem avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 7/3/2023 era stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. A causa della trasmissione differita del suo ricorso, la Corte ha emesso per errore due ordinanze di inammissibilità distinte nei suoi confronti (ordinanza del 28/9/2023 e ordinanza del 1/12/2023). L'Ufficio esecuzione della Corte d'appello di Brescia ha segnalato la duplicazione, chiedendo di revocare la seconda ordinanza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha disposto la revoca dell'ordinanza di inammissibilità N. Racc. Gen. 330/2024 del 1/12/2023 nei confronti di Baklouti Abdessalem, ritenendo che la seconda decisione fosse stata emessa per errore di fatto dovuto al difetto di percezione dell'esistenza di una precedente ordinanza avente lo stesso oggetto. Rimane operante la precedente ordinanza che aveva dichiarato l'inammissibilità (quindi non è stata accolta la domanda nel merito, ma è stata eliminata la duplicazione procedurale).
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
La norma è stata interpretata come fondamento per la revoca di una decisione arbitraria/erronea: consente di revocare una decisione emessa per errore di fatto (qui per difetto di percezione dell'esistenza di una precedente decisione identica), correggendo duplicazioni procedurali senza entrare nel merito della pronuncia originaria.
Massime di principio
- La revoca di una decisione per duplicazione è un rimedio procedurale: serve a correggere errori materiali o di percezione, non a rimettere in discussione il merito della decisione originaria.
- Se una stessa Corte emette più provvedimenti con lo stesso oggetto a causa di trasmissioni differite o errori amministrativi, la soluzione corretta è revocare il provvedimento successivo emesso per errore.
- La segnalazione degli uffici esecutivi o amministrativi (es. Ufficio esecuzione della Corte d'appello) è importante per identificare duplicazioni o incongruenze e per attivare la procedura di revoca.
- La richiesta di revoca può essere promossa anche dal Procuratore generale quando riscontra un vizio procedurale; la Corte valuta l'errore come 'errore di fatto' alla luce di norme come l'art. 625-bis c.p.p.
- La revoca non equivale a un accoglimento del ricorso del protestante: è necessario verificare sempre se permane una precedente pronuncia sostanziale (es. altra ordinanza di inammissibilità).
- In casi analoghi, prima di proporre atti o istanze è utile controllare i registri di cancelleria e le precedenti decisioni per evitare duplicazioni e per segnalare tempestivamente eventuali errori procedurali.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20757/2024 del 27/05/2024
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20758/2024 del 27/05/2024
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20759/2024 del 27/05/2024
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20760/2024 del 27/05/2024
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20761/2024 del 27/05/2024
- Sentenza penale · 27 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 20762/2024 del 27/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →