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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45856/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame della misura cautelare in carcere per il reato di cui all'art. 416-bis c.p. Il ricorrente censura la gravità indiziaria a fondamento della misura, contestando in particolare l'attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore Mantella, la presunta erronea riconducibilità al ricorrente di una masseria indicata come base logistica (sulla base di una consulenza difensiva) e l'errata attribuzione di risultanze investigative riconducibili a un omonimo coinvolto nelle operazioni "Infinito" e "Tenacia"; lamenta inoltre che il Tribunale non avrebbe considerato le contraddizioni segnalate dalla difesa e l'errore di persona (omonymia).

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. Il Tribunale del riesame aveva valorizzato non solo le dichiarazioni del Mantella ma anche propalazioni convergenti di altri due collaboratori (Arena e Patania) che riferivano l'appartenenza attiva e persistente del ricorrente alla cosca dei Bonavota. L'assenza di censure sull'attendibilità di Arena e Patania e la mancata prova che il collaboratore Moscato avesse un ruolo tale da interferire con le altre dichiarazioni sono ritenute non decisive per smentire la gravità indiziaria. Quanto alle risultanze delle operazioni "Infinito" e "Tenacia", il Tribunale ha ritenuto che gli esiti investigativi (servizi di o.c.p., compendio intercettivo e identificazione fisica svolta dalla p.g., nonché l'attribuibilità di un'utenza intercettata) siano riferiti al ricorrente e costituiscano riscontri di rilievo individualizzante. Pertanto sussistono elementi convergenti e sufficienti a fondare la gravità indiziaria. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa per le ammende; non è disposta la remissione in libertà e si danno gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma contestata come titolo di reato; il giudice del riesame ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria in relazione all'appartenenza del ricorrente a un'associazione di tipo mafioso sulla base di propalazioni e riscontri investigativi.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti conseguenti alla decisione che non determina la remissione in libertà dell'indagato; utilizzata per disporre gli adempimenti amministrativi a seguito del provvedimento.

  • Sentenza Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata come principio per la comminazione di una sanzione pecuniaria (somma alla Cassa per le ammende) in ragione dei profili di inammissibilità del ricorso.

  • Provvedimenti/inchieste "Infinito" e "Tenacia"

    Non sono norme ma procedimenti/inchieste i cui esiti investigativi sono stati ritenuti dal Tribunale fonte di riscontri anche individualizzanti (servizi di o.c.p., intercettazioni, identificazione fisica e attribuzione di utenze) utili a confermare la gravità indiziaria nei confronti del ricorrente, non limitatamente all'omonimo.

Massime di principio

  • La gravità indiziaria può essere fondata su dichiarazioni di collaboratori se sono convergenti e trovano riscontri investigativi: una singola critica all'attendibilità di un collaboratore può non bastare se esistono altre propalazioni non censurate e riscontri oggettivi
  • L'impugnazione basata su presunte errate ricostruzioni per omonimia richiede prova precisa e collegamenti negativi netti (es. esclusione formale tramite elementi identificativi) per essere efficace; la presenza di identificazioni fisiche e attribuzioni di utenze indebolisce la tesi difensiva dell'errore di persona
  • Le risultanze di altri procedimenti penali (operazioni/inchieste) possono essere utilizzate come riscontro se gli esiti sono direttamente collegati all'indagato tramite attività di polizia giudiziaria e captazioni/intercettazioni attribuite specificamente a lui
  • L'assenza di chiamata in correità o la mancata partecipazione di un collaboratore non invalida automaticamente le dichiarazioni di altri collaboratori; è necessario dimostrare l'interferenza o la contraddittorietà delle fonti a livello probatorio
  • Ricorsi inammissibili per vizi formali o carenza di specificità nelle censure possono comportare condanne alle spese e alla contribuzione alla Cassa per le ammende

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