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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34538/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna in cassazione la sentenza della Corte d'appello di Genova che aveva ridotto la pena per il reato di estorsione, deducendo violazione di legge (art. 545-bis cod. proc. pen.) per non avere la Corte d'appello avvisato il condannato, subito dopo il dispositivo, della possibile applicazione di una pena sostitutiva, pur sostenendo il ricorrente che ne ricorressero i presupposti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che l'omissione dell'avviso ex art. 545-bis non comporti automaticamente la nullità della decisione, poiché il giudice ha un potere discrezionale sulla proposta di pena sostitutiva e l'omissione può presupporre una valutazione implicita negativa circa i presupposti. Inoltre il ricorrente non aveva richiesto in sede d'appello l'applicazione della pena sostitutiva né aveva fatto rilevare l'omissione in udienza; il silenzio è stato interpretato come acquiescenza. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    La norma riguarda l'avviso all'imputato sulla possibilità di applicazione di pene sostitutive per pene detentive brevi. La Corte interpreta che l'omessa pronuncia di tale avviso non comporti automaticamente nullità della sentenza quando il giudice abbia esercitato discrezionalmente il proprio potere e implicitamente valutato l'insussistenza dei presupposti per la misura sostitutiva.

  • Giurisprudenza Cass., Sez. 2, n. 43848 del 29/09/2023 (Rv. 285412)

    Punto di riferimento per l'affermazione che l'omissione dell'avviso ex art. 545-bis non annulla la sentenza quando il giudice abbia valutato implicitamente la non sussistenza dei presupposti.

  • Giurisprudenza Cass., Sez. 1, n. 2090 del 12/12/2023 (Rv. 285710)

    Conferma il principio di discrezionalità del giudice in ordine alla proposta di pena sostitutiva e la non automatica nullità per mancato avviso.

  • Giurisprudenza Cass., Sez. 4, n. 32360/2023

    Sottolinea che l'assenza di richiesta da parte dell'imputato in sede di appello e la mancata rilevazione in udienza configurano acquiescenza alla valutazione negativa del giudice circa l'applicabilità della pena sostitutiva.

Massime di principio

  • L'avviso ex art. 545-bis cod. proc. pen. non è sempre requisito formale la cui omissione determina la nullità della sentenza: il giudice ha un potere discrezionale sulla proposta di pena sostitutiva e può implicitamente ritenere non sussistenti i presupposti.
  • Per preservare il diritto alla pena sostitutiva, l'imputato deve attivarsi in sede di gravame (conclusioni) o verbalmente in udienza chiedendo espressamente la verifica dei presupposti; il silenzio può essere interpretato come acquiescenza.
  • Se si contesta l'omissione dell'avviso ex art. 545-bis, è opportuno farlo immediatamente comparire a verbale e richiedere la fissazione di udienza per consentire al giudice di valutare i presupposti, altrimenti il rimedio in cassazione è difficilmente percorribile.
  • La giurisprudenza di legittimità tende a valorizzare la valutazione implicita del giudice e a non estendere nullità formali quando la sostanza del giudizio mostra che i presupposti per la misura sostitutiva non erano presenti.

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