Sentenza n. 134/2026 - Potenza, Sezione 1
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - dell’ordinanza sindacale n. 10 del 19 settembre 2025, comunicata in data 29 settembre 2025, concernente l’ordine di rimozione di due alberi i cui rami “si protendono sulle strade pubbliche”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la caducazione in autotutela dell'ordinanza avesse integralmente soddisfatto la pretesa fatta valere dal ricorrente. Le spese sono state poste a carico del Comune in applicazione del criterio della soccombenza virtuale e liquidate in € 1.500,00, oltre accessori di legge se dovuti.
Atto impugnato: ordinanza sindacale di rimozione di due alberi i cui rami si protendevano sulle strade pubbliche
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, l'ordinanza sindacale che gli imponeva di rimuovere due alberi, sul presupposto che i relativi rami si protendessero sulle strade pubbliche. Il testo della sentenza non espone gli specifici motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, a seguito dell'ordinanza istruttoria del TAR del 4 dicembre 2025, il Comune ha riesaminato la vicenda e ha caducato in autotutela il provvedimento impugnato.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione elimina o caduca in autotutela l'atto impugnato e tale intervento soddisfa integralmente la pretesa sostanziale azionata dal ricorrente.
- Quando il giudizio viene definito per cessazione della materia del contendere a seguito dell'eliminazione dell'atto impugnato, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione la cui condotta ha determinato la soddisfazione della pretesa del ricorrente.
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