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Ordinanza

Ordinanza n. 1499/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del Prefetto di Napoli Prot. n. -OMISSIS-del 12 marzo 2026, notificato in data 14 marzo 2026 con il quale è stato disposto, previo il ritiro cautelare delle armi, il divieto relativamente alle armi meglio descritte nella nota n. -OMISSIS-/Area 1/staff dell’8 gennaio 2026, notificato in data 8 gennaio 2026;

Giustizia amministrativa202603209

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di divieto relativo a determinate armi, adottato previo ritiro cautelare delle armi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Prefetto di Napoli del 12 marzo 2026, notificato il 14 marzo 2026, con il quale, previo ritiro cautelare, è stato disposto il divieto relativo alle armi descritte in una precedente nota prefettizia. Ha chiesto, in via incidentale, la sospensione dell'efficacia dell'atto, rappresentando quale pregiudizio la sottrazione di beni ritenuti storici e affettivi e, secondo quanto riportato in ricorso, non pericolosi. Il testo non espone ulteriori motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Ha ritenuto necessaria la sussistenza congiunta del fumus boni iuris e del periculum in mora e ha rilevato, allo stato, la mancata allegazione di un pregiudizio grave e irreparabile: la sottrazione di beni storici e affettivi non è stata considerata sufficiente. Ha inoltre osservato che il divieto non incide su un interesse primario del ricorrente, mentre l'interesse pubblico tutelato dalla disciplina delle armi è di rango primario. Nel bilanciamento degli interessi, l'interesse privato è stato ritenuto recessivo rispetto a quello pubblico. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la verifica dei presupposti cautelari e consente la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato quando ne ricorrano le condizioni.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La concessione della tutela cautelare nel processo amministrativo presuppone la compresenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; la carenza di uno dei due presupposti è sufficiente a negare la misura.
  • Il pregiudizio derivante dalla sottrazione di beni aventi valore storico o affettivo non integra necessariamente un danno grave e irreparabile idoneo a giustificare la sospensione di un divieto prefettizio in materia di armi.
  • Nel giudizio cautelare relativo a un divieto prefettizio in materia di armi, l'interesse pubblico alla sicurezza tutelato dalla disciplina delle armi può prevalere sull'interesse privato alla disponibilità dei beni, quando quest'ultimo non incida su un interesse primario e non sia assistito da un pregiudizio grave e irreparabile.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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