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Ordinanza

Ordinanza n. 351/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600342

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'atto concernente il chiosco commerciale e, con motivi aggiunti, affidamento e consegna dei lavori di riqualificazione urbana della piazza

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la determinazione comunale con cui è stata revocata la precedente determinazione relativa al chiosco, nonché gli atti presupposti e, con motivi aggiunti, gli atti di avvio e affidamento dell'appalto per la riqualificazione urbana della piazza e il verbale di consegna dei lavori. Il Comune ha chiesto la revoca della precedente ordinanza cautelare di accoglimento, deducendo che, nelle more, i lavori erano stati aggiudicati e consegnati in via d'urgenza e dovevano essere completati entro il 31 dicembre 2026 per evitare la perdita del finanziamento regionale. La misura cautelare originaria era stata adottata per mantenere integra la situazione fino alla definizione del giudizio, anche perché non risultava allora documentato l'inizio dei lavori.

La decisione

Il Collegio ha respinto l'istanza comunale di revoca della misura cautelare ai sensi dell'art. 58 c.p.a. La precedente ordinanza era stata adottata per preservare la res adhuc integra fino alla decisione del merito. La revoca non è stata ritenuta necessaria perché l'udienza pubblica era già fissata per il 7 luglio 2026; il Comune non ha dimostrato che la demolizione immediata del chiosco non potesse essere rinviata fino a tale data senza impedire lo svolgimento delle altre lavorazioni; inoltre, l'urgenza derivante dalla scadenza del finanziamento risultava collegata ai ritardi nell'aggiudicazione, considerato che il cronoprogramma prevedeva l'avvio dei lavori nel gennaio 2026, mentre la consegna d'urgenza era avvenuta il 13 maggio 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti costituite; nulla è stato disposto nei confronti del controinteressato non costituito.

Norme richiamate

  • art. 58 c.p.a.

    La revoca o modifica della misura cautelare richiede ragioni sopravvenute idonee a giustificarne il riesame; nel caso concreto tali ragioni non sono state ravvisate, poiché l'urgenza non risultava dimostrata come incompatibile con il differimento della demolizione fino alla prossima udienza di merito.

Massime di principio

  • La revoca di una misura cautelare può essere negata quando l'amministrazione non dimostri che le circostanze sopravvenute rendano concretamente incompatibile la conservazione della situazione esistente fino alla prossima udienza di merito.
  • L'urgenza collegata alla perdita di un finanziamento pubblico non giustifica automaticamente la revoca di una misura cautelare, se l'amministrazione non prova l'impossibilità di differire soltanto le lavorazioni direttamente incompatibili con la misura giudiziale.
  • Nella valutazione della revoca di una misura cautelare occorre considerare anche se l'urgenza amministrativa sia stata determinata, in tutto o in parte, da ritardi imputabili alla stessa amministrazione nell'aggiudicazione o nella consegna dei lavori.
  • La prossimità dell'udienza pubblica di merito e la possibilità di mantenere medio tempore la situazione integra costituiscono elementi rilevanti per escludere la necessità della revoca della misura cautelare.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareOrdinanze contingibili e urgenti
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoProporzionalità e ragionevolezza

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