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Sentenza

Sentenza n. 1287/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500632

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Mantova, Sezione Lavoro, n. 277/2024, che aveva riconosciuto il beneficio di 500 euro per l’anno scolastico 2023/2024 e ordinato l’accredito tramite Carta elettronica

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza, notificato il 26 maggio 2025, per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Mantova, pubblicata il 13 novembre 2024 e notificata al Ministero il 14 novembre 2024. La sentenza aveva dichiarato il suo diritto al beneficio economico di 500 euro per l’anno scolastico 2023/2024, condannando il Ministero a renderlo disponibile tramite il sistema della Carta elettronica. La domanda di ottemperanza si fondava sul mancato tempestivo adempimento dell’obbligo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il Ministero aveva documentato, con nota depositata il 18 febbraio 2026, l’accredito di 500 euro nel borsellino elettronico il 3 dicembre 2025 da parte del gestore Sogei. La dichiarazione, circostanziata e proveniente da un’amministrazione statale, è stata ritenuta conclusiva dell’avvenuta esecuzione; la ricorrente non ne aveva contestato il contenuto. Il tardivo adempimento ha tuttavia confermato la fondatezza della pretesa ai fini della soccombenza virtuale: il Ministero è stato condannato a rifondere cinque sesti delle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione ai difensori antistatari; la restante parte è stata compensata. Disposta inoltre la restituzione del contributo unificato, ove versato.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 e seg. c.p.a. davanti a questo Tribunale Amministrativo Regionale, notificato il 26.5.2025, la parte ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza n. 277/2024, pubblicata il 13.11.2024, e notificata all’Amministrazione il 14.11.2024.

    Le disposizioni disciplinano l’azione di ottemperanza proposta per ottenere l’esecuzione della sentenza del giudice ordinario.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    In ragione di quanto sopra, pertanto, si deve ritenere che la domanda proposta in giudizio abbia trovato piena soddisfazione in sede amministrativa, sicché il Tribunale non è più chiamato a pronunciarsi sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a..

    Quando la pretesa azionata è integralmente soddisfatta in sede amministrativa nel corso del giudizio, il giudice dichiara cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, una comunicazione circostanziata dell’amministrazione che attesti l’avvenuta esecuzione del comando giudiziale può essere ritenuta sufficiente a provare la soddisfazione della pretesa, in particolare quando la parte ricorrente non ne contesti il contenuto.
  • Se la pretesa azionata in ottemperanza viene integralmente soddisfatta dall’amministrazione durante il giudizio, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
  • L’adempimento tardivo dell’amministrazione, pur determinando la cessazione della materia del contendere, può comportare la condanna alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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