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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36202/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Locatelli era imputato per essersi impossessato di una bottiglia di profumo del valore di €43,20 esposta sugli scaffali di un supermercato. Il Tribunale di Lecco ha riqualificato il fatto in furto tentato, escluso l'aggravante prevista dall'art. 625, n.7 cod. pen. (esposizione alla pubblica fede) ritenendo che l'imputato fosse osservato dal personale di vigilanza, e lo ha assolto per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. Il Procuratore della Repubblica ha proposto ricorso per cassazione, deducendo che l'esclusione dell'aggravante è errata perché la semplice osservazione occasionale da parte del personale di vigilanza non è idonea a escludere la condizione di affidamento basata sull'ordinaria impossibilità del titolare di sorvegliare costantemente la merce esposta.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di primo grado abbia errato nell'escludere l'aggravante: la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n.7 cod. pen. va valutata secondo il criterio dell'affidamento dell'agente sull'ordinaria impossibilità del titolare di sorvegliare la cosa esposta, e non si esclude per la sola presenza occasionale o intermittente del personale di vigilanza al momento del fatto. Solo una vigilanza costante, rappresentabile dall'agente, escluderebbe l'esposizione alla pubblica fede. Conseguentemente la sentenza è stata annullata con rinvio al Tribunale di Lecco per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n.7 cod. pen.

    art. 625, comma 1, n.7 cod. pen.

    L'aggravante (esposizione alla pubblica fede) si considera sussistente quando l'agente ha fatto affidamento sull'ordinaria impossibilità del titolare di sorvegliare la cosa esposta; non è esclusa dalla mera presenza occasionale o intermittente del personale di vigilanza al momento della condotta, salvo che tale presenza sia segno di una vigilanza costante e rappresentabile dall'agente

  • art. 131-bis cod. pen.

    La norma sulla particolare tenuità del fatto consente l'esclusione della punibilità per reati di modesta gravità e con offensività minima; la sua applicazione può essere impedita dalla presenza di aggravanti rilevanti (qui controversa l'applicazione in presenza o meno dell'art. 625, n.7)

Massime di principio

  • Nelle ipotesi di furto di merce esposta l'aggravante di "esposizione alla pubblica fede" trova applicazione quando l'autore ha ragionevolmente potuto prevedere l'assenza di sorveglianza diretta, dunque è irrilevante la mera presenza occasionale del personale al momento del fatto.
  • Per escludere l'aggravante è necessario che emerga una vigilanza costante e rappresentabile dall'agente; la valutazione è fattuale e richiede accertamento sulla organizzazione della sorveglianza del locale.
  • Se sussiste l'aggravante di cui all'art. 625, n.7 difficilmente sarà possibile applicare l'art. 131-bis per la particolare tenuità del fatto, perché l'aggravante aumenta la offensività e la rilevanza penale dell'azione.
  • In fase di giudizio il giudice deve motivare in modo specifico se ritiene che l'eventuale osservazione del personale abbia carattere costante e idoneo a far desumere che l'agente non potesse ragionevolmente attendersi l'assenza di vigilanza.
  • In situazioni analoghe, chi impugna (procuratore o parte civile) può ottenere annullamento se dimostra che il giudice di merito ha tratto conseguenze giuridiche errate basandosi su una presenza occasionale della vigilanza; il giudice del rinvio dovrà riaccertare le condizioni di vigilanza e la rappresentazione dell'agente.

Testo integrale

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