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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7918/2023 del 23/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di applicazione della disciplina della continuazione fra tre sentenze di condanna per furti (artt. 56, 81, 624, 625, 629, 337 c.p.), sostenendo la contiguità temporale, l'omogeneità del tipo di reato, la stessa area geografica (nord Salento) e l'assenza di complici; il ricorrente afferma che i reati costituiscono un unico piano criminoso

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia correttamente valutato gli indici astratti di volizione unitaria (omogeneità e contiguità temporale) ma li abbia considerati insufficienti: i fatti, sebbene ravvicinati nel tempo, sono avvenuti in luoghi diversi e sono di natura semplice, compatibili con condotte impulsive e non con una programmazione unitaria antecedente al primo episodio. La Corte ha confermato che il mero richiamo alla contiguità cronologica e all'identità dei titoli di reato non prova la sussistenza del reato continuato; di conseguenza il ricorso è infondato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito del rigetto del ricorso

  • Sez. U, Sentenza n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo, Rv. 270074)

    Richiamata come principio secondo cui l'esistenza di indicatori astratti della volizione unitaria non è di per sé sufficiente: occorre verificare se i successivi reati fossero programmati nelle loro linee essenziali al momento del primo

  • Sez. 1, Sentenza n. 35806 del 20/04/2016 (D'Amico, Rv. 267580)

    Principio secondo cui grava sul condannato che invoca il reato continuato l'onere di allegare elementi specifici e concreti, non essendo sufficiente la mera contiguità cronologica o l'identità dei titoli di reato

Massime di principio

  • La mera contiguità temporale e l'omogeneità del tipo di reato non sono sufficienti a provare la continuazione: è necessario dimostrare elementi concreti di programmazione unitaria.
  • L'onere di allegazione spetta al ricorrente: devono essere indicate circostanze specifiche e non generiche (es. pianificazione, mezzi comuni, coordinamento, atti preparatori, medesimo piano operativo).
  • La semplicità e la natura impulsiva degli illeciti (furti elementari, senza particolari mezzi o complessità) depongono contro l'esistenza di un progetto criminoso unitario.
  • Fattori che rafforzano la tesi della continuazione: prova di una pianificazione preventiva, identico modus operandi complesso, uso degli stessi strumenti o veicoli in modo riconoscibile, presenza di comunicazioni o prove documentali che attestino il progetto comune.
  • In situazioni analoghe, chi intende ottenere il riconoscimento del reato continuato dovrebbe documentare concretamente la programmazione (es. testimonianze, tracce investigative, elementi oggettivi di coordinamento) piuttosto che limitarsi a rilevare vicinanza temporale o omogeneità dei reati.

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