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Ordinanza

Ordinanza n. 2181/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - della determinazione dirigenziale di Roma Capitale - Dipartimento Ciclo dei Rifiuti Prevenzione e Risanamento dagli Inquinamenti rep. n. NA265 e prot. n. NA16481, di conclusione della Conferenza di Servizi Preliminare del sito in Via Cardinal de Luca, n. 7 - progetto operativo di bonifica comprensivo dell’AdR (Analisi di rischio) ex D. Lgs. n. 152/2006, menzionata nella nota di Roma Capitale prot. n. NA16619 del 28/7/2025; - della nota di Roma Capitale prot. n. NA16619 del 28/7/2025, di trasmissione della predetta determinazione dirigenziale; - del decreto n. 213 dell’8/10/2025, con cui la Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio (Co.Re.Pa.Cu.) ha autorizzato, ai sensi del combinato disposto dell’art. 21, comma 3 lett. d), D.P.C.M. n. 57/2024 e dell’art. 21, comma 1 lett. a), D. Lgs. n. 42/2024, la Soc. Mamiris alla delocalizzazione temporanea dei resti di un tracciato viario e murature di età romana e successiva ricollocazione in situ per l’intervento in Roma, Municipio II - Via Cardinal de Luca, n. 7, Fg. 550, part.lla 14 - Progetto operativo di bonifica comprensivo dell’AdR ai fini della realizzazione di un futuro progetto edificatorio (edilizia residenziale privata), nonché di tutti i pareri ivi menzionati; - della nota della Soprintendenza Speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma del 26/9/2025 prot. n. 53747, costituente parte integrante del suddetto decreto.

Giustizia amministrativa202602024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione di conclusione della Conferenza di servizi preliminare relativa al progetto operativo di bonifica con analisi di rischio di un sito in Roma, decreto di autorizzazione alla delocalizzazione temporanea e ricollocazione di reperti archeologici, nonché relativi atti presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comitato e cittadini)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorso è stato proposto per ottenere l'annullamento, previa sospensione cautelare, della determinazione di Roma Capitale conclusiva della Conferenza di servizi preliminare relativa al progetto operativo di bonifica, comprensivo dell'analisi di rischio, del sito di Via Cardinal de Luca n. 7, della relativa nota di trasmissione, del decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio che autorizzava la società controinteressata alla delocalizzazione temporanea e alla successiva ricollocazione in situ di resti di un tracciato viario e di murature di età romana, nonché della nota della Soprintendenza costituente parte integrante del decreto. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente esposti i singoli motivi di legittimità dedotti, poiché il collegio si è limitato alla decisione cautelare. È emersa, tuttavia, la controversia sulla rimozione imminente dei reperti archeologici rinvenuti nell'area e sull'irreversibile alterazione dello stato dei luoghi nelle more della decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare e ha sospeso l'efficacia di tutti gli atti impugnati. Il collegio ha ritenuto che la complessità delle questioni imponesse un approfondimento nella fase di merito, già fissata per il 28 aprile 2026. Ha inoltre ravvisato il periculum in mora nella rimozione imminente dei reperti archeologici, confermata in udienza dai difensori della società controinteressata, poiché tale attività avrebbe prodotto un'irreversibile alterazione dello stato dei luoghi oggetto di controversia. La misura cautelare è stata quindi adottata per mantenere la situazione re adhuc integra fino alla definizione del giudizio di merito. L'udienza pubblica è stata confermata per il 28 aprile 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della particolarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali; il giudice ha ravvisato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'imminente rimozione dei reperti archeologici e ha sospeso gli atti impugnati.

  • d.lgs. 152/2006

    È indicato quale quadro normativo del progetto operativo di bonifica comprensivo dell'analisi di rischio; l'ordinanza non svolge una specifica interpretazione delle relative disposizioni.

  • art. 21, comma 3, lett. d), D.P.C.M. n. 57/2024

    È richiamato quale fondamento, insieme all'art. 21, comma 1, lett. a), del d.lgs. 42/2024, dell'autorizzazione alla delocalizzazione temporanea e successiva ricollocazione dei reperti archeologici.

  • art. 21, comma 1, lett. a), d.lgs. 42/2024

    È richiamato quale ulteriore base normativa dell'autorizzazione concernente i reperti archeologici; l'ordinanza non ne precisa l'interpretazione sostanziale.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'imminente rimozione di reperti archeologici che comporti l'irreversibile alterazione dello stato dei luoghi integra un pregiudizio grave e irreparabile idoneo a giustificare la sospensione degli atti impugnati.
  • Quando la misura amministrativa contestata può modificare irreversibilmente i luoghi controversi prima della decisione di merito, il giudice cautelare può disporre la sospensione per mantenere la situazione re adhuc integra fino alla definizione del giudizio.
  • La complessità delle questioni sottoposte al giudice giustifica la riserva dell'approfondimento alla fase di merito, ma non impedisce l'adozione di una misura cautelare conservativa quando sussista un periculum in mora concreto e imminente.

Come è indicizzato

MaterieBonifiche e siti contaminatiArcheologia e vincoli archeologiciTutela cautelare
RamiAmbienteBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePrincipi di precauzione e prevenzione

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