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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27349/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto sulla competenza a decidere la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale avanzata da Adel Vasile Baiculescu (n. 04/07/1999), detenuto in carcere per adulti e con un cumulo di pena che comprende due condanne per reati commessi da minorenne. Questione se dovesse prevalere la competenza del Tribunale per i Minorenni (richiamato dall'Ufficio di sorveglianza di Modena) o del Magistrato di sorveglianza presso il tribunale del luogo di detenzione (Modena), alla luce delle disposizioni sul regime di esecuzione per i condannati per reati commessi da minorenne (d.lgs. n. 121/2018) e della giurisprudenza della Corte di cassazione.

La decisione

Il conflitto è stato risolto in favore del Magistrato di sorveglianza del luogo di detenzione, correttamente individuato in Modena (e non Reggio Emilia). La Corte ha ritenuto applicabile l'art. 10, comma 5, d.lgs. n. 121/2018, che esclude l'esecuzione secondo le norme minorili quando il condannato sia entrato in istituto per adulti per reati commessi dopo i 18 anni; la giurisprudenza di legittimità richiede che la competenza del tribunale per i minorenni persista solo se quest'ultimo abbia disposto l'estensione dell'esecuzione minorile a titoli relativi a reati commessi da maggiorenne (art. 10, comma 1). Nel caso di specie non risultano provvedimenti di estensione né una detenzione in istituto minorile; inoltre le pene relative ai reati commessi da minorenne risultano già esaurite. Perciò gli atti sono stati trasmessi al Magistrato di sorveglianza di Modena.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 448/1988, art. 3

    Richiamato dall'Ufficio di sorveglianza di Modena come base normativa per invocare la competenza del Tribunale per i Minorenni in materia di esecuzione connesse a titoli relativi a reati commessi da minorenne; nel caso concreto tale richiamo è stato ritenuto superato dall'applicazione dell'art. 10 del d.lgs. n. 121/2018

  • d.lgs. n. 121/2018, art. 10, comma 5

    «Se il condannato per reati commessi da minorenne abbia fatto ingresso in un istituto per adulti in custodia cautelare o in espiazione di pena, per reati commessi dopo il compimento del diciottesimo anno di età, non si fa luogo all'esecuzione secondo le norme e con le modalità previste per i minorenni»

    Stabilisce che l'ingresso in carcere per adulti per reati commessi da maggiorenne esclude l'applicazione del regime esecutivo minorile; perciò la competenza spetta al magistrato di sorveglianza dell'istituto per adulti salvo che il tribunale minorile abbia disposto l'estensione dell'esecuzione minorile ai sensi del comma 1

  • Corte di cassazione, Sez. 1, n. 2338/13.11.2020 (dep. 2021), Rv. 280223

    Giurisprudenza che chiarisce che, in presenza di cumulo di pene per reati commessi prima e dopo la maggiore età, la competenza del magistrato di sorveglianza presso il tribunale per i minorenni sussiste solo se è stata disposta l'estensione dell'esecuzione minorile ai titoli relativi a reati commessi da maggiorenne (art. 10, comma 1 d.lgs. 121/2018); non opera una perpetuatio jurisdictionis automatica a favore del tribunale minorile

Massime di principio

  • La competenza per le istanze esecutive (es. affidamento in prova al servizio sociale) si determina in base al luogo di detenzione: il magistrato di sorveglianza del luogo di detenzione di norma è competente quando l'interessato è ristretto in carcere per adulti.
  • Se il condannato è entrato in istituto per adulti per reati commessi dopo i 18 anni, l'esecuzione non segue le regole minorili (art. 10, comma 5 d.lgs. 121/2018): la competenza del tribunale per i minorenni permane solo se quest'ultimo ha disposto l'estensione dell'esecuzione minorile ai sensi del comma 1.
  • È necessario accertare fattualmente: data di ingresso in istituto per adulti, se vi sia stata detenzione in istituto minorile, se le pene minorili siano già state espiate e se il giudice minorile abbia disposto estensione dell'esecuzione; tali elementi determinano la competenza.
  • Errori nella indicazione dell'ufficio competente (es. indicazione di Reggio Emilia invece di Modena) sono rettificabili: il conflitto va risolto individuando il corretto ufficio in base al luogo di detenzione e alla normativa di esecuzione.
  • In situazioni analoghe, prima di presentare istanze relative a misure alternative o misure esecutive, è consigliabile rivolgersi al magistrato di sorveglianza del luogo di detenzione e, se esiste una storia esecutiva minorile, verificare l'esistenza di provvedimenti di estensione dell'esecuzione da parte dell'autorità minorile.

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