Ordinanza n. 408/2026 - Milano, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento in data 12 gennaio 2022 con il quale la Centrale Unica di Committenza tra i Comuni di Cologno Monzese e di Trezzo sull’Adda ha rigettato l’istanza formulata dalle ricorrenti di accesso agli atti e di proroga del termine di presentazione delle proposte di cui al “Avviso esplorativo finalizzato a sollecitare la presentazione di proposte, ai sensi dell’art. 183, comma 15, del D.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento in concessione, mediante finanza di progetto, della riqualificazione e gestione dell’impianto di termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi di Trezzo sull’Adda”, nonché di tutti gli atti presupposti, conseguenti o comunque connessi, tra i quali, in particolare, il citato “Avviso esplorativo” nella parte in cui non ha fornito in tempo utile la documentazione, i dati e le informazioni necessarie ad assicurare la parità di trattamento tra i concorrenti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accesso agli atti e di proroga del termine per la presentazione di proposte nell’ambito di un avviso esplorativo per l’affidamento in concessione, mediante finanza di progetto, della riqualificazione e gestione di un impianto di termovalorizzazione
Esito
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui la Centrale Unica di Committenza ha respinto la loro istanza di accesso agli atti e di proroga del termine per la presentazione delle proposte relative all’avviso esplorativo adottato ai sensi dell’art. 183, comma 15, del d.lgs. n. 50/2016. È stato inoltre impugnato l’avviso nella parte in cui, secondo le ricorrenti, non avrebbe messo tempestivamente a disposizione documentazione, dati e informazioni necessari ad assicurare la parità di trattamento tra gli operatori interessati. Dal testo dell’ordinanza non risultano specificati gli ulteriori motivi di illegittimità dedotti.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Richiamata la precedente ordinanza cautelare di rigetto, ha disposto incombenti istruttori per verificare l’attualità dell’interesse alla decisione e aggiornare il quadro fattuale. Le ricorrenti devono dichiarare motivatamente se permane l’interesse alla decisione, riferire gli eventuali fatti o atti sopravvenuti e indicare se ritengano necessaria ulteriore istruttoria. Il Comune resistente deve fornire documentati chiarimenti aggiornati, indicando in particolare eventuali sopravvenienze o provvedimenti incidenti sull’interesse alla decisione e sull’esito del giudizio. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro il 6 maggio 2026 tramite PAT. Il TAR ha avvertito che l’inerzia rispetto alla richiesta di dichiarare la permanenza dell’interesse potrà condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese, poiché il comportamento processuale può manifestare implicitamente ma inequivocabilmente il disinteresse attuale alla decisione.
Norme richiamate
art. 183, comma 15, d.lgs. n. 50/2016
Costituisce la base normativa dell’avviso esplorativo finalizzato alla presentazione di proposte per l’affidamento in concessione mediante finanza di progetto.
art. 63 c.p.a.
Richiamato quale base dei poteri istruttori esercitati dal giudice.
art. 64, comma 4, c.p.a.
Richiamato in relazione alla possibilità di trarre argomenti dal comportamento processuale delle parti e alla futura eventuale improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 65 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali poste a fondamento dell’ordinanza istruttoria.
art. 84, comma 4, c.p.a.
Richiamato per la richiesta di dichiarazione sulla permanenza dell’interesse e per la prospettata dichiarazione di improcedibilità in caso di inerzia.
art. 85 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nell’adozione dell’ordinanza.
Massime di principio
- Quando il giudice amministrativo deve verificare se permanga l’interesse concreto e attuale alla decisione, può ordinare alla parte ricorrente di dichiararne motivatamente l’attualità e di aggiornare il quadro relativo a fatti e provvedimenti sopravvenuti.
- Il giudice può richiedere all’amministrazione resistente chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa e sulle sopravvenienze potenzialmente incidenti sull’interesse alla decisione o sull’esito del giudizio.
- L’inerzia della parte previamente sollecitata a dichiarare la permanenza dell’interesse alla decisione può essere valutata come manifestazione implicita ma inequivoca di disinteresse attuale e condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
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