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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22656/2024 del 05/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto che confermava la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni, sostenendo la violazione della normativa sulle misure di prevenzione (art. 6 d.lgs. n. 159/2011) e contestando la motivazione ritenuta 'apparente' circa l'attualità della pericolosità sociale qualificata. In particolare, il ricorrente ha dedotto che il lungo intervallo detentivo (detenzione dal 8/6/2017 all'aprile 2022) e il tempo trascorso dalla consumazione dei fatti (2017) avrebbero escluso l'attualità della pericolosità posta a fondamento della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il decreto impugnato non fosse censurabile per carenza assoluta di motivazione sull'attualità della pericolosità, perché la Corte di appello aveva adeguatamente motivato sulla base degli esiti del processo penale (condanne per partecipazione a 'ndrangheta, ruolo operativo nella preparazione, custodia e posa di esplosivi) e aveva valutato la persistenza della condotta fino alla data della proposta di misura. La Corte di legittimità ha considerato corretta l'applicazione dei principi giurisprudenziali richiamati (ossia l'obbligo del giudice di valutare e motivare l'attualità della pericolosità anche dopo periodo detentivo), ritenendo che, nel caso concreto, gli elementi storici non controversi giustificassero la misura. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (Codice delle misure di prevenzione)

    art. 4, comma 1, lett. b; art. 6

    L'art. 4 individua le categorie di pericolosità qualificata (tra cui l'appartenenza a organizzazioni mafiose); l'art. 6 richiede che la pericolosità sia attuale al momento dell'applicazione della misura, pertanto il giudice deve motivare perché la pericolosità antecedente sia ancora persistente

  • codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b; art. 616

    L'art. 606 indica i motivi di ricorso per cassazione (qui richiamato per la censura relativa alla violazione della legge sulla prevenzione); l'art. 616 prevede la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente quando il ricorso è dichiarato inammissibile per fatti imputabili al ricorrente

  • Corte costituzionale

    Richiamata in relazione alla possibilità di escludere la colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità; in mancanza di elementi che la escludano, può essere irrogata la sanzione pecuniaria

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (segnalata)

    Sez. 5, n. 34150 del 22/09/2006; Sez. 2, n. 39057 del 03/06/2014

    Principi secondo cui, quando gli elementi posti a fondamento della misura di prevenzione sono anteriori allo stato detentivo, il giudice di merito deve fornire idonea giustificazione sul permanere dell'attualità della pericolosità nonostante la detenzione

Massime di principio

  • La misura di prevenzione fondata su pericolosità qualificata richiede valutazione dell'attualità della pericolosità al momento della decisione: non basta la mera esistenza di condanne passate, ma il giudice può ritenere l'attualità se motiva adeguatamente la persistenza del pericolo.
  • La lunga militanza associativa e il ruolo operativo negli illeciti (es. preparazione e posa di esplosivi) sono elementi idonei a qualificare la pericolosità e a giustificare la sorveglianza speciale, anche se i fatti risalgono a periodi anteriori alla detenzione, purché emerga che la condotta non ha subito modifiche sostanziali fino alla data della proposta.
  • Lo stato detentivo non determina automaticamente l'estinzione dell'attualità della pericolosità: tuttavia, quando gli elementi probatori sono tutti anteriori alla detenzione, il giudice deve spiegare perché la detenzione non abbia inciso sulla pericolosità dell'interessato.
  • In sede di ricorso per cassazione avverso provvedimenti di prevenzione è necessario articolare censure di diritto precise; la Corte di Cassazione può dichiarare inammissibile il ricorso se non rientra nei casi previsti dalla legge o se la motivazione del giudice di merito è fondata su elementi storici non controversi.
  • Per la difesa, in situazioni analoghe, è strategico produrre o allegare elementi nuovi e specifici (es. documentazione di ravvedimento, assenza di contatti con il sodalizio, attività positiva di reinserimento) per dimostrare la cessazione o la significativa attenuazione della pericolosità attuale.

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