Sentenza n. 4398/2026 - Napoli, Sezione 8
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della richiesta di riclassificazione urbanistica del suolo censito al foglio 23, particella 368, destinato dal PRG ad area per parcheggi pubblici
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale sostenendo che la destinazione urbanistica a parcheggio pubblico prevista dall’art. 38 delle NTA avesse natura espropriativa, in quanto riferita a un’area determinata, destinata alla fruizione pubblica e soggetta ad asservimento all’uso pubblico regolamentato. Ha dedotto la violazione dell’art. 9, commi 2 e 3, d.P.R. n. 327/2001 e dell’art. 38 delle NTA, nonché eccesso di potere e sviamento. Secondo la ricorrente, il vincolo sarebbe divenuto inefficace dopo cinque anni per mancata dichiarazione di pubblica utilità, con conseguente obbligo del Comune di riclassificare l’area, ormai priva di disciplina urbanistica e assoggettata al regime delle zone bianche. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per mancato interesse, natura meramente confermativa del diniego e tardiva contestazione del PRG, sostenendo nel merito che l’art. 38 NTA consentisse espressamente ai privati di realizzare e gestire il parcheggio mediante concessioni temporanee e asservimento a uso pubblico. Ha quindi sostenuto la natura conformativa del vincolo, non soggetto a decadenza quinquennale.
La decisione
Il TAR ha respinto le eccezioni preliminari del Comune, ritenendo correttamente impugnato il diniego provvedimentale della richiesta di riclassificazione e non direttamente il PRG. Nel merito, ha esaminato congiuntamente i due motivi e ha qualificato come conformativo, non espropriativo, il vincolo di destinazione a parcheggio pubblico. La distinzione dipende dagli effetti sostanziali della previsione urbanistica: il vincolo è espropriativo quando la realizzazione dell’opera è incompatibile con il mantenimento della proprietà privata e determina lo svuotamento del suo contenuto economico; è invece conformativo quando l’opera è realizzabile anche da privati in regime di mercato, eventualmente mediante convenzionamento. L’art. 38 NTA consente espressamente che i parcheggi pubblici siano eseguiti e gestiti anche da privati, prevedendo l’asservimento a uso pubblico regolamentato. Tale asservimento e il riferimento alle concessioni temporanee non eliminano la possibilità di sfruttamento economico del bene, ma ne conformano l’utilizzazione in funzione dell’interesse pubblico. Il termine concessioni è stato interpretato in senso ampio, comprensivo di convenzionamento o altro titolo regolativo del rapporto con il Comune. Poiché il vincolo è conformativo, non è soggetto al termine quinquennale dell’art. 9 d.P.R. n. 327/2001; l’area non è divenuta zona bianca e non sussiste alcun obbligo comunale di riclassificazione fondato sulla decadenza del vincolo. Il diniego è quindi immune dai vizi dedotti. Le spese sono state integralmente compensate, salvo il contributo unificato rimasto a carico della parte che lo aveva versato.
Norme richiamate
art. 9, commi 2 e 3, d.P.R. n. 327/2001
Il vincolo preordinato all’esproprio ha durata quinquennale e, se entro tale termine non è dichiarata la pubblica utilità dell’opera, decade.
La disciplina quinquennale e il conseguente regime delle zone bianche si applicano ai vincoli preordinati all’esproprio, non ai vincoli conformativi.
art. 38 NTA del PRG del Comune di Casal di Principe
Le attrezzature di parcheggio pubblico possono essere eseguite e gestite anche da privati mediante concessioni temporanee con l’obbligo di asservirle ad uso pubblico regolamentato.
La disposizione consente l’iniziativa e la gestione privata del parcheggio, sicché il vincolo conforma l’uso della proprietà senza svuotarne il contenuto economico.
art. 42 Cost.
La proprietà privata può essere conformata per assicurarne la funzione sociale; la qualificazione espropriativa ricorre quando la previsione urbanistica comporta il sostanziale svuotamento del diritto dominicale.
art. 9 d.P.R. n. 380/2001
È richiamato per il regime urbanistico interinale delle zone bianche, che non trova applicazione perché l’area non è priva di disciplina urbanistica.
art. 10 d.P.R. n. 1199/1971
Ha consentito la trasposizione in sede giurisdizionale del ricorso straordinario a seguito dell’opposizione comunale.
Massime di principio
- La qualificazione di un vincolo urbanistico come espropriativo o conformativo dipende dai suoi effetti sostanziali e non dal nomen utilizzato dall’amministrazione: il vincolo è espropriativo se impone la realizzazione di un’opera pubblica su un bene determinato in modo incompatibile con il mantenimento della proprietà privata e ne svuota sostanzialmente il contenuto economico; è conformativo se disciplina le modalità di utilizzazione del bene senza impedirne la titolarità e l’utilità economica.
- La destinazione urbanistica a parcheggio pubblico ha natura conformativa quando le norme tecniche di attuazione consentono al proprietario privato di realizzare e gestire il parcheggio, anche mediante convenzionamento o altro titolo regolativo con l’amministrazione, purché resti una possibilità effettiva di sfruttamento economico dell’area.
- La destinazione dell’opera alla fruizione pubblica e l’asservimento a uso pubblico regolamentato non determinano, di per sé, la natura espropriativa del vincolo, se l’opera può essere realizzata e gestita da privati in regime di economia di mercato.
- Il riferimento delle NTA a concessioni temporanee, quando utilizzato per disciplinare il rapporto tra iniziativa privata e uso pubblico dell’area, può essere interpretato in senso ampio come comprensivo di convenzionamento urbanistico o di altro atto consensuale, senza implicare la previa espropriazione del suolo.
- Il termine quinquennale di efficacia e la decadenza previsti per i vincoli preordinati all’esproprio non si applicano ai vincoli conformativi; di conseguenza, la mancata scadenza del vincolo conformativo impedisce di qualificare l’area come zona bianca e non fa sorgere un obbligo di riclassificazione urbanistica per decorso del tempo.
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