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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8539/2023 del 27/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lungo aveva chiesto, ai sensi dell'art. 35-ter Ord. pen., un ristoro per le condizioni inumane e degradanti subite nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere per il prolungato carente approvvigionamento di acqua corrente dovuto al mancato allaccio alla rete idrica comunale e all'insufficienza delle soluzioni alternative (serbatoi con impianto di potabilizzazione, acqua in bottiglia). Il Tribunale di sorveglianza ha riconosciuto il pregiudizio e liquidato un indennizzo complessivo di 2.048 euro. Il Ministero ha impugnato in cassazione contestando l'esistenza e la gravità delle carenze, sostenendo che la fornitura era stata garantita mediante misure sostitutive, che i guasti erano occasionali e che la qualità dell'acqua era verificata dall'Autorità sanitaria; il Ministero ha altresì richiamato fattori compensativi delle condizioni detentive (metratura, servizi igienici, riscaldamento).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le censure del Ministero consistessero in un sindacato motivazionale non consentito in questa sede. Nel procedimento successivo a reclamo giurisdizionale ex artt. 35-bis e 35-ter Ord. pen. il controllo di legittimità è limitato a profili di violazione di legge; le valutazioni di fatto svolte dal Tribunale di sorveglianza (accertamento delle gravi e protratte carenze nell'erogazione dell'acqua e della loro lesività ai fini della dignità della detenzione) non sono sindacabili in cassazione. Pertanto è stato mantenuto l'esito favorevole al detenuto (liquidazione dell'indennizzo).

Norme richiamate

  • art. 35-ter Ord. pen.

    art. 35-ter Ordinamento penitenziario

    Norma che consente il reclamo giurisdizionale per il ristoro del pregiudizio derivante da condizioni detentive inumane o degradanti; il Tribunale di sorveglianza può accertare e liquidare l'indennizzo per tali violazioni.

  • art. 35-bis e art. 35-ter Ord. pen.

    art. 35-bis e art. 35-ter Ordinamento penitenziario

    Nel procedimento seguito a reclamo giurisdizionale ex artt. 35-bis e 35-ter, il controllo in sede di cassazione è circoscritto a profili di violazione di legge; non è consentito il sindacato libero sulle valutazioni di fatto o sulle motivazioni salvo inesistenza o mera apparenza della motivazione.

  • Giurisprudenza citata

    Sez. 1, n. 5697 del 12/12/2014, dep. 2015; Sez. 1, n. 4039 del 22/10/2021, dep. 2022

    Richiami giurisprudenziali che ribadiscono il perimetro del controllo di legittimità nei ricorsi incidenti su accertamenti compiuti nei reclami ex art. 35-bis/35-ter e la possibile rilevanza dell'assorbente lesività di carenze strutturali nella valutazione complessiva delle condizioni detentive.

Massime di principio

  • In ricorsi avverso decisioni rese su reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis/35-ter Ord. pen. la Corte di cassazione limita il sindacato ai soli profili di diritto: non è luogo per riesaminare fatti e apprezzamenti di merito.
  • Per impugnare con successo in cassazione una decisione che riconosce ristoro per condizioni detentive, il ricorrente deve articolare censure di diritto (es. violazione di norme procedurali o di diritto sostanziale), non una mera richiesta di riconsiderazione dei fatti.
  • Le carenze occasionali o meramente intermittentì nella fornitura di servizi essenziali (come l'acqua) hanno minore probabilità di determinare il riconoscimento del ristoro rispetto a carenze gravi e protratte; è essenziale documentare la pervasività e la ripetitività del disservizio.
  • Le misure alternative adottate dall'Amministrazione (serbatoi, potabilizzazione, acqua in bottiglia) possono attenuare la responsabilità solo se provato che fossero efficaci, costanti e idonee a garantire la dignità della detenzione; l'onere probatorio sulla loro efficacia grava sull'Amministrazione.
  • La valutazione della lesività va fatta in termini di incidenza sulla dignità della detenzione: anche se altri aspetti dell'ambiente detentivo sono adeguati (spazio, servizi igienici, riscaldamento), ciò non esclude automaticamente il danno derivante da mancanza sistemica di acqua corrente.
  • Chi propone reclamo dovrebbe documentare con prove (rapporti sanitari, verbali di sopralluogo, registri di erogazione/guasti, testimonianze) la natura sistemica e prolungata della carenza per ottenere riconoscimenti di ristoro; analogamente, l'Amministrazione dovrebbe produrre evidenze della persistenza e qualità delle misure compensative.

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