Sentenza del 30/11/2021 n. 1455 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato l'avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 (oltre ad interessi e sanzioni) sostenendo che l'immobile, originariamente di proprietà INPS ed esente per uso istituzionale, era stato trasferito tramite Fondo Immobiliare Pubblico (FIP) e che, per effetto del vincolo di destinazione d'uso e dell'assegnazione in uso all'INPS dall'Agenzia del Demanio, la situazione di esenzione continuava a sussistere anche dopo la cessione al privato (XX s.r.l.). Il Comune invece riteneva che, con l'acquisto da parte della società, venisse meno la condizione soggettiva prevista dall'art.7, c.1, D.Lgs. 504/92 e che pertanto dovesse essere applicata l'IMU.
La decisione
L'appello è stato accolto. Il Collegio ha rilevato anche un vizio formale dell'atto impositivo (mancata specificazione degli immobili a cui si riferisce il conteggio), con conseguente carenza motivazionale. Sul merito il giudice ha distinto la cessione tramite semplice cartolarizzazione (che libera l'immobile da vincoli) dalla cessione tramite FIP: nel caso FIP il vincolo di destinazione d'uso permane e l'originario ente gestore (INPS) continua a utilizzare il bene per finalità pubbliche. Per effetto dell'art.2, comma 6, D.L. n.351/2001 (e interpretazioni ministeriali e giurisprudenziali richiamate), la soggettività passiva grava sul soggetto gestore/assegnatario pubblico, non sul proprietario formale commerciale; pertanto è stata dichiarata l'illegittimità dell'avviso di accertamento e l'atto è stato annullato. Spese compensate.
Norme richiamate
D.L. n. 351 del 2001, art. 2, comma 6
testo richiamato nel provvedimento e nella giurisprudenza; menzionata anche nella ordinanza Cass. n.4138/21
Stabilisce che, per gli immobili trasferiti nell'ambito di interventi di dismissione e affidati in gestione, la soggettività passiva può ricadere sul soggetto gestore/assegnatario pubblico; applicata per ritenere che l'esenzione persista quando permane il vincolo di destinazione d'uso e l'assegnazione in uso all'ente pubblico.
D.L. n. 351 del 2001, art. 4, comma 2
Richiamato dalla ricorrente per sostenere il subentro nella situazione giuridico-fiscale di esenzione attraverso i meccanismi previsti per le cessioni tramite strumenti pubblici; il Collegio ha distinto gli effetti della cessione tramite FIP rispetto alla cartolarizzazione senza vincoli.
D.Lgs. 504/1992, art. 7, comma 1
Norma sulle categorie soggettive che possono legittimare esenzioni (enti non commerciali). Il Comune aveva applicato i criteri soggettivi verso l'acquirente; il Collegio ha invece ritenuto che, in presenza dell'art.2, comma 6 del D.L. 351/2001 e del vincolo d'uso, l'analisi debba essere orientata alla destinazione pubblica e alla soggettività del gestore/assegnatario.
Risoluzione MEF 22 maggio 2007 n.1/DPF
"un'eccezione rispetto alle ordinarie regole di definizione della soggettività passiva... solo questi ultimi... sono i soggetti cui è affidata la gestione degli immobili... e che, quindi, per effetto del menzionato comma 6 dell'art. 2, sono i soggetti passivi ai fini ICI."
Interpretazione ministeriale che distingue la proprietà formale dall'effettiva soggettività passiva: nei casi di dismissione tramite strumenti pubblici la soggettività passiva può ricadere sugli enti gestori originari.
Ordinanza Cass. n.4138/21 (cita la società appellante)
"ai sensi dell'articolo 2, comma 6, del d.l. n. 351 del 2001, sono soggetti passivi dell'imposta comunale sugli immobili e dell'imposta municipale propria i soggetti che hanno in uso i beni di cui all'articolo 4, comma 2 ter, del d.l. n. 351 del 2001 e che li ricevono in assegnazione dall'Agenzia del demanio"
Giurisprudenza della Suprema Corte che conferma l'orientamento secondo cui l'assegnatario in uso dall'Agenzia del Demanio può essere considerato soggetto passivo quando sia preservato il vincolo di destinazione d'uso pubblico.
Massime di principio
- Quando immobili pubblici sono ceduti tramite FIP mantenendo un vincolo di destinazione d'uso e l'assegnazione in uso a un ente pubblico (tramite Agenzia del Demanio), l'esenzione IMU/ICI va valutata in base alla destinazione e alla gestione pubblica, non solo sulla titolarità formale della proprietà.
- La soggettività passiva può ricadere sul gestore/assegnatario pubblico (es. INPS) e non sul proprietario formale commerciale (FIP o società acquirente) se esiste espressa disposizione (art.2, comma 6 D.L.351/2001) e il vincolo d'uso permane.
- Una cartella o avviso impositivo che aggrega più immobili di diversa natura senza specificare la ripartizione del dovuto può essere annullato per carenza di motivazione: l'atto tributario deve consentire l'identificazione certa della pretesa per ogni bene.
- In ipotesi di cessione che elimina i vincoli (es. cartolarizzazione ordinaria senza vincoli), l'acquirente sarà probabilmente soggetto a tassazione; è quindi fondamentale verificare il contenuto contrattuale della cessione e l'eventuale persistenza di vincoli d'uso.
- In contenziosi analoghi è utile richiamare norme speciali (art.2, comma 6 D.L.351/2001), risoluzioni ministeriali e giurisprudenza consolidata; altresì valutare profili sanzionatori e di proporzionalità, nonché eventuali vizi formali dell'atto impositivo.
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