Cassazione Penale, Sentenza n. 30788/2023 del 17/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione del trattenimento di una missiva inviata da un altro detenuto (Elio Amato) a Attanasio, contenente una richiesta di consulenza legale. Il ricorrente deduceva che la normativa sul controllo della corrispondenza ammette il trattenimento solo per comunicazioni che celano contenuti pericolosi o scritti che possano compromettere ordine o sicurezza, e che una richiesta di consigli giuridici non rientra in tali ipotesi, essendo anzi espressione di attività compatibili con la funzione rieducativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Torino per nuovo esame. Il Collegio ha ritenuto insufficiente e generica la motivazione del provvedimento impugnato: il Tribunale aveva giustificato il trattenimento con il rischio che la consegna della missiva consolidasse la leadership carismatica del ricorrente fra la popolazione detenuta, richiamando la caratura criminale dei soggetti e la pluralità di richieste di consulenze. La Cassazione ha invece ricordato che l'art. 18-ter (come modificato) impone un'onesta motivazione che indichi elementi concreti da cui desumere il pericolo per le esigenze tutelate (indagini, prevenzione di reati, ordine e sicurezza dell'istituto). Nel caso di specie erano menzionate solo quattro missive provenienti da tre soggetti in istituti diversi, circostanza che non legittima di per sé il trattenimento; inoltre lo status di 41-bis o la formazione universitaria del destinatario non possono da soli giustificare limitazioni di diritti senza elementi fattuali specifici. La decisione è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
Norme richiamate
art. 18-ter legge 26 luglio 1975, n. 354
l'autorità giudiziaria ... qualora ritenga che la corrispondenza non debba essere consegnata o inoltrata al destinatario, dispone che sia trattenuta e che, in tale evenienza, il detenuto o l'internato sia immediatamente informato
Stabilisce la possibilità di trattenere la corrispondenza; la Corte interpreta la norma come implicante un obbligo motivazionale dell'autorità che disponga il trattenimento, con l'indicazione di elementi concreti che giustifichino il pericolo rispetto alle esigenze tutelate (indagini, prevenzione reati, ordine e sicurezza).
comma 2-quater, lett. e) art. 41-bis legge 26 luglio 1975, n. 354
Prevede il visto di censura per i detenuti sottoposti al regime speciale 41-bis; la Corte osserva che tali misure procedurali non autorizzano di per sé trattenimenti indiscriminati e che i diritti costituzionali restano tutelati.
legge 8 aprile 2004, n. 95
Riforma richiamata come fonte della disciplina del controllo della corrispondenza; la Corte evidenzia che la riforma intese porre rimedio a carenze applicative che avevano determinato condanne europee, rafforzando l'esigenza di motivazione e limiti prevedibili per le restrizioni.
art. 15 Cost.
Richiama il principio costituzionale secondo cui la libertà e la segretezza della corrispondenza possono essere limitate solo per atto motivato dell'autorità; la Corte lo invoca per sostenere l'esigenza di motivazione nel trattenimento.
Massime di principio
- Il trattenimento della corrispondenza richiede una motivazione specifica: non è sufficiente un'affermazione generica di pericolo, ma vanno indicate le circostanze concrete da cui si desume il rischio per indagini, prevenzione dei reati o ordine e sicurezza dell'istituto.
- Anche contenuti apparentemente innocui o richieste di assistenza legale possono essere trattenuti solo se, alla luce del contesto e di elementi concreti, risultano idonei a cagionare i pericoli tutelati; la mera natura della richiesta non legittima automaticamente il trattenimento.
- Lo status del mittente o del destinatario (es. regime 41-bis, caratura criminale) può essere considerato nella valutazione, ma non basta da solo a giustificare la limitazione delle comunicazioni: occorrono elementi fattuali aggiuntivi che dimostrino il pericolo concreto.
- La motivazione può essere sintetica, ma deve contenere elementi concreti, anche presuntivi ma documentati, che consentano di comprendere il nesso tra il contenuto della missiva (o il contesto) e il pericolo invocato.
- La funzione costituzionale della libertà di corrispondenza e l'obbligo di rispetto della funzione rieducativa della pena impongono limiti stretti all'esercizio del potere di controllo e trattenimento; decisioni carenti di motivazione sono suscettibili di annullamento in sede di impugnazione.
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