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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-448/19

Sentenza della Corte (Nona Sezione) dell'11 giugno 2020. — WT contro Subdelegación del Gobierno en Guadalajara. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla-La Mancha. — Rinvio pregiudiziale – Status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo – Direttiva 2003/109/CE – Articolo 12 – Adozione di una decisione di allontanamento nei confronti di un soggiornante di lungo periodo – Elementi da prendere in considerazione – Giurisprudenza nazionale – Mancata presa in considerazione di tali elementi Compatibilità – Direttiva 2001/40/CE – Riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi – Rilevanza. — Causa C-448/19

Giurisprudenza europea62019CJ0448

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha chiarito che per i soggiornanti di lungo periodo l’allontanamento non può essere automatico né fondato solo sulla condanna penale. L’autorità nazionale deve sempre effettuare una valutazione individuale della pericolosità attuale e delle circostanze personali e familiari. La direttiva 2001/40, essendo riferita al riconoscimento di decisioni adottate da altri Stati membri, non può essere usata per eludere le garanzie sostanziali della direttiva 2003/109.

Allontanamento del soggiornante di lungo periodo: divieto di automatismi e obbligo di valutare pericolosità attuale e circostanze personali ex articolo 12 della direttiva 2003/109, non superabili invocando la direttiva 2001/40.

La questione giuridica

Se l’articolo 12 della direttiva 2003/109/CE osti a una normativa o giurisprudenza nazionale che consenta l’allontanamento automatico di qualsiasi soggiornante di lungo periodo condannato per un reato punito con pena privativa della libertà di almeno un anno, senza verificare l’esistenza di una minaccia effettiva e sufficientemente grave per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza e senza considerare durata del soggiorno, età, conseguenze per l’interessato e i familiari, nonché i vincoli con lo Stato membro di soggiorno e con il paese d’origine, anche richiamando la direttiva 2001/40/CE.

Principio di diritto

L’articolo 12 della direttiva 2003/109/CE osta a una disciplina nazionale, come interpretata dalla giurisprudenza interna, che imponga l’allontanamento automatico del soggiornante di lungo periodo condannato per un reato punibile con una pena detentiva di almeno un anno. Prima di adottare la misura, l’autorità deve accertare che l’interessato costituisca una minaccia effettiva e sufficientemente grave per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza e deve ponderare tutti gli elementi personali e familiari elencati dal paragrafo 3; la direttiva 2001/40/CE non consente di derogare a tali garanzie, poiché disciplina soltanto il riconoscimento reciproco di decisioni di allontanamento adottate da un altro Stato membro.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Direttiva 2003/109/CE
  • Articolo 12 direttiva 2003/109/CE
  • Direttiva 2001/40/CE
  • Articolo 1 direttiva 2001/40/CE
  • Articolo 3, paragrafo 1, lettera a), direttiva 2001/40/CE

Allontanamento del soggiornante di lungo periodo e valutazione individuale obbligatoria

La pronuncia, resa in un rinvio pregiudiziale del Tribunal Superior de Justicia de Castilla-La Mancha, riguarda la compatibilità con il diritto dell’Unione di una prassi nazionale spagnola che conduce all’allontanamento automatico di un cittadino di paese terzo titolare di soggiorno di lungo periodo. La Corte si pronuncia sull’interpretazione dell’articolo 12 della direttiva 2003/109/CE, in collegamento invocato dal giudice del rinvio con la direttiva 2001/40/CE.

Fatti e procedimento principale

WT, cittadino marocchino titolare di un permesso di soggiorno di lunga durata in Spagna, era stato destinatario di un procedimento amministrativo di allontanamento dopo che le autorità avevano rilevato precedenti condanne penali, tra il 2011 e il 2014, comprese tre pene detentive superiori a un anno. L’autorità provinciale di Guadalajara dispose l’allontanamento sulla base dell’articolo 57, paragrafo 2, della legge organica 4/2000. Il ricorrente sostenne che la misura non poteva essere adottata senza valutazione della sua integrazione, dei legami familiari e professionali e della durata del soggiorno in Spagna.

Normativa rilevante

La direttiva 2003/109/CE, all’articolo 12, paragrafo 1, consente l’allontanamento del soggiornante di lungo periodo solo se egli costituisce una minaccia effettiva e sufficientemente grave per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza. Il paragrafo 3 impone, prima dell’adozione della misura, di considerare:

  • la durata del soggiorno nel territorio;
  • l’età dell’interessato;
  • le conseguenze per l’interessato e per i suoi familiari;
  • i vincoli con il paese di soggiorno o l’assenza di vincoli con il paese d’origine.

La direttiva 2001/40/CE, richiamata dal giudice del rinvio e dal Tribunal Supremo spagnolo, ha invece la finalità di consentire il riconoscimento, da parte di uno Stato membro, di una decisione di allontanamento adottata da un altro Stato membro nei confronti di un cittadino di paese terzo presente nel territorio del primo Stato membro. L’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), riguarda il caso in cui la decisione sia giustificata da una minaccia grave e attuale per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Questione pregiudiziale

Il giudice nazionale domandava, in sostanza, se fosse compatibile con l’articolo 12 della direttiva 2003/109 una giurisprudenza interna che, facendo leva sulla direttiva 2001/40, imponesse l’allontanamento automatico di qualsiasi soggiornante di lungo periodo condannato per un reato punito con pena detentiva di almeno un anno, senza alcun esame della situazione personale, familiare, sociale o lavorativa.

Ragionamento della Corte

La Corte richiama anzitutto la propria precedente sentenza López Pastuzano, nella quale aveva già affermato che l’articolo 12 della direttiva 2003/109 osta a una normativa nazionale che non applichi le condizioni di tutela contro l’allontanamento ai soggiornanti di lungo periodo, indipendentemente dalla natura della misura.

La Corte ribadisce che l’allontanamento non può fondarsi soltanto sulle condanne penali pregresse. È necessario verificare:

  • se il cittadino di paese terzo rappresenti una minaccia effettiva e sufficientemente grave per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza;
  • e, in ogni caso, valutare i criteri elencati all’articolo 12, paragrafo 3, della direttiva 2003/109.

Quanto alla direttiva 2001/40, la Corte osserva che essa disciplina esclusivamente il riconoscimento reciproco di decisioni di allontanamento già adottate da un altro Stato membro. Non regola dunque le condizioni sostanziali per adottare una decisione di allontanamento nei confronti di un soggiornante di lungo periodo presente nel proprio territorio. Di conseguenza, la direttiva 2001/40 non può giustificare una lettura dell’articolo 12 della direttiva 2003/109 tale da consentire automatismi sanzionatori.

Decisione e principio affermato

La Corte risponde che l’articolo 12 della direttiva 2003/109/CE osta a una normativa nazionale, come interpretata dalla giurisprudenza interna con riferimento alla direttiva 2001/40/CE, che preveda l’allontanamento di qualsiasi cittadino di paese terzo titolare di soggiorno di lungo periodo che abbia commesso un reato punibile con pena detentiva di almeno un anno, senza esame della minaccia attuale per l’ordine pubblico o la pubblica sicurezza e senza ponderazione dei fattori personali e familiari previsti dalla direttiva.

Rilievo pratico

Per gli operatori, la sentenza conferma che nei procedimenti di espulsione di soggiornanti di lungo periodo non è sufficiente richiamare la sola gravità astratta del reato o la durata della pena prevista. Serve una motivazione individualizzata e completa, fondata su una valutazione concreta della pericolosità attuale e degli elementi di integrazione e vulnerabilità dell’interessato.

Come è indicizzato

Materiesoggiornanti di lungo periodoallontanamento di cittadini di paesi terziordine pubblico e pubblica sicurezzariconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamentoimmigrazione

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