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Ordinanza

Ordinanza n. 846/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza n. 4553 del 2025 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Seconda, che ha respinto il ricorso proposto per l’annullamento della determinazione DGS n. 809 del 29 aprile 2024, recante l’annullamento in autotutela del permesso di costruire n. 42 del 2018 e della SCIA in variante n. 190/2019, prot. n. 25783, del 26 giugno 2019, nonché per l’annullamento di ogni altro atto e/o provvedimento preordinato, conseguente e connesso, ivi compresa la nota prot. n. 22389/2023 del 6 aprile 2023 e la nota prot. n. 73608 del 18 dicembre 2023.

Giustizia amministrativa202601288

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'annullamento in autotutela del permesso di costruire e della SCIA in variante, nonché i relativi provvedimenti comunali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La proprietaria ha appellato la sentenza del TAR Campania n. 4553 del 2025, chiedendone la sospensione insieme ai provvedimenti impugnati in primo grado. La controversia riguarda la determinazione comunale che ha annullato in autotutela il permesso di costruire n. 42 del 2018 e la SCIA in variante del 2019, oltre alle note comunali presupposte e connesse. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i motivi d'appello, limitandosi a rilevare che la questione dedotta richiede un approfondimento proprio della fase di merito. Nelle more è stata inoltre adottata dal Comune un'ordinanza di demolizione ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare, sospendendo l'esecutività della sentenza appellata e, conseguentemente, i provvedimenti impugnati. La decisione cautelare è motivata dalla necessità di un approfondimento della questione nella fase di merito e dalla prevalenza, nella comparazione degli interessi, dell'esigenza di conservare la res adhuc integra, anche considerando l'adozione nelle more dell'ordinanza comunale di demolizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001. Il merito dell'appello è stato fissato all'udienza pubblica dell'8 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della trattazione dell'istanza cautelare in appello.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Richiamato con riferimento all'ordinanza di demolizione adottata dal Comune nelle more del giudizio; tale circostanza ha inciso sulla comparazione cautelare degli interessi.

Massime di principio

  • In sede cautelare d'appello, quando la questione dedotta richiede un approfondimento riservato alla fase di merito, il giudice può accordare la sospensione ove ciò sia necessario a conservare integra la situazione giuridica e fattuale controversa fino alla decisione definitiva.
  • Nella comparazione degli interessi propria della tutela cautelare, l'esigenza di conservare la res adhuc integra può prevalere quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione abbia adottato ulteriori misure esecutive potenzialmente incidenti sull'oggetto della controversia, come un'ordinanza di demolizione conseguente all'annullamento di un titolo edilizio.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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