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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50835/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il contrasto riguardava la richiesta del detenuto Madonia di essere autorizzato ad acquistare e utilizzare una borsa frigorifero rigida nella cella per preservare cibi freschi/congelati. Il Magistrato di sorveglianza aveva accolto il reclamo del detenuto e ordinato all'Amministrazione penitenziaria di procurare la borsa rigida, ritenendo che le borse morbide con mattonelle refrigeranti non garantissero adeguata conservazione e quindi potessero ledere il diritto alla sana alimentazione e alla salute. Il Ministero ha impugnato sostenendo violazione di legge (artt. 35-bis e 69 ord. pen.) e illegittimo esercizio di potestà riservata all'Amministrazione, rilevando l'assenza di riscontri sanitari sulla inefficacia delle mattonelle, la normativa regolamentare che vieta l'accumulo di generi alimentari e i rischi di sicurezza connessi all'introduzione di oggetti rigidi.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Ministero. Ha richiamato e confermato il precedente di legittimità secondo cui il diniego dell'Amministrazione all'uso del frigorifero di sezione non lede necessariamente il diritto alla sana alimentazione. Ha ritenuto che il reclamo giurisdizionale tutela un pregiudizio concreto e attuale alla situazione soggettiva del detenuto e che, nel caso concreto, non si è dato tale pregiudizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale e il Magistrato di sorveglianza hanno in sostanza sostituito la scelta organizzativa della direzione dell'istituto (gestione delle mattonelle refrigeranti e loro sostituzione tempestiva) con una soluzione alternativa, decisione che rientra nella discrezionalità amministrativa della direzione dell'istituto. Pertanto ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e quella del Magistrato di sorveglianza.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    disciplina il regime penitenziario differenziato cui è sottoposto il detenuto; la Corte interpreta le limitazioni connesse al regime come compatibili con la possibilità di disciplinare le modalità di conservazione degli alimenti in sede amministrativa

  • art. 35-bis Ord. pen.

    norma che disciplina il reclamo giurisdizionale contro provvedimenti dell'Amministrazione penitenziaria: il rimedio tutela solo situazioni soggettive colpite da pregiudizio concreto e attuale

  • art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.

    indica le modalità del reclamo giurisdizionale davanti alla magistratura di sorveglianza; la Corte precisa che il sindacato giurisdizionale non può sostituirsi alle scelte organizzative dell'Amministrazione in assenza di grave e attuale pregiudizio

  • norme regolamentari sull'accumulo di generi alimentari (richiamate nel ricorso)

    vengono richiamate per sostenere l'assenza di obbligo dell'Amministrazione a fornire o consentire oggetti per l'accumulo di alimenti; la Corte valorizza l'assetto regolamentare come elemento della discrezionalità organizzativa

Massime di principio

  • Il sindacato del giudice sui provvedimenti organizzativi dell'Amministrazione penitenziaria è limitato: la giurisdizione interviene solo se sussiste un pregiudizio concreto e attuale ai diritti fondamentali del detenuto (es. salute, alimentazione).
  • In assenza di idonea prova specialistico-sanitaria che dimostri l'inefficacia delle soluzioni amministrative (es. mattonelle refrigeranti), il rifiuto di autorizzare strumenti alternativi per motivi organizzativi o di sicurezza è generalmente legittimo.
  • Le scelte sulle modalità operative (gestione frigoriferi, fornitura/sostituzione di mattonelle refrigeranti, divieti di accumulo) rientrano nella discrezionalità della direzione dell'istituto e non devono essere sostituite dal giudice se non vi è un grave e immediato pregiudizio.
  • Se un detenuto vuole contestare una decisione simile con successo è utile: produrre valutazioni o certificazioni mediche che attestino il rischio concreto per la salute; dimostrare l'inefficacia comprovata delle misure alternative; o evidenziare una illogicità od incongruenza grave nella motivazione amministrativa.
  • Motivi di sicurezza (potenziale uso di oggetti rigidi come corpo contundente) sono rilevanti e possono giustificare restrizioni, purché adeguatamente motivati dall'Amministrazione.

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