Sentenza del 07/06/2018 n. 193 - Comm. Trib. Prov. Pavia
Proventi derivanti da attività illecite - Sequestro conservativo - Imponibilità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente contestava l'assoggettamento a tassazione dei ricavi derivanti da una condotta illecita accertata con sentenza penale, sostenendo che il sequestro conservativo ne impedisse la disponibilità e, quindi, l'inclusione nel reddito imponibile. La questione riguardava se una misura cautelare e temporanea potesse escludere tali somme dalla tassazione.
La decisione
La pretesa impositiva è stata ritenuta legittima. Ai sensi dell'art. 14, comma 4, della legge n. 537/1993, i ricavi derivanti da attività illecite sono imponibili anche se sottoposti a sequestro conservativo, purché non siano già stati oggetto di sequestro o confisca penale. Il sequestro conservativo determina soltanto una temporanea indisponibilità dei proventi e non la loro definitiva perdita; pertanto, non esclude la loro rilevanza ai fini del reddito imponibile.
Norme richiamate
Art. 14, comma 4, legge n. 537/1993
I proventi derivanti da attività illecite accertate con sentenza penale sono soggetti a imposizione fiscale, salvo che siano già stati sottoposti a sequestro o confisca penale. Il semplice sequestro conservativo, essendo una misura cautelare e temporanea, non elimina la rilevanza fiscale dei proventi.
Massime di principio
- La provenienza illecita di una somma non impedisce, di per sé, la sua tassazione: i proventi illeciti possono concorrere alla formazione del reddito imponibile.
- Il sequestro conservativo non equivale alla confisca definitiva: limita temporaneamente la disponibilità del bene, ma non determina necessariamente la perdita irreversibile della ricchezza.
- Per escludere i proventi dalla base imponibile assume rilievo il fatto che siano già stati sottoposti a sequestro o confisca penale, secondo quanto previsto dalla legge.
- In situazioni analoghe occorre distinguere tra misure cautelari temporanee, che normalmente non escludono l'imposizione, e provvedimenti penali definitivi di apprensione o confisca, che possono incidere sulla tassabilità.
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