Sentenza del 07/06/2018 n. 322 - Comm. Trib. Reg. per le Marche
Attività di "Compro oro": si applica il meccanismo del reverse charge
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'applicazione del meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge) previsto dall'art. 17, comma 5, del DPR 633/1972 alle cessioni di oro usato effettuate dal contribuente verso la società I. s.p.a. Secondo l'Ufficio, il cessionario non avrebbe svolto esclusivamente attività di lavorazione industriale o di affinazione dei metalli preziosi, poiché dalla visura camerale risultava previsto anche il commercio all'ingrosso e al minuto di oggetti preziosi. Il contribuente sosteneva invece che la società svolgesse esclusivamente attività industriale e che, pertanto, il reverse charge fosse legittimo.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'avviso di accertamento relativo a IVA per euro 9.561,00. Ha ritenuto applicabile il reverse charge alle operazioni dei cosiddetti "Compro oro" quando l'oro usato o avariato viene ceduto a imprese di lavorazione industriale o a società titolari di marchi che lo utilizzano per produrre nuovi oggetti. La mera indicazione del commercio di preziosi nell'oggetto sociale e nella visura camerale non è stata considerata sufficiente a dimostrare che tale attività fosse effettivamente esercitata. L'onere di provare i presupposti dell'accertamento gravava sull'Agenzia, che non lo ha assolto adeguatamente. L'appello incidentale del contribuente è stato dichiarato assorbito e le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 17, comma 5, DPR 633/1972
Il meccanismo del reverse charge previsto dall'art. 17 comma 5 DPR 633/1972
La norma consente di porre l'IVA a carico del cessionario, anziché del cedente, nelle operazioni aventi a oggetto determinati materiali e prodotti, tra cui le cessioni di oro usato o avariato effettuate dai "Compro oro" verso soggetti che svolgono effettivamente attività di lavorazione industriale o di affinazione dei metalli preziosi.
Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 92 del 2013
Cessione di oggetti preziosi usati e/o avariati effettuata dai cosiddetti Compro oro
Il reverse charge è applicabile alle cessioni effettuate dai "Compro oro" quando i beni sono ceduti ad aziende che svolgono esclusivamente lavorazione industriale dei metalli preziosi oppure ad aziende titolari di marchi di identificazione che effettuano l'affinazione industriale finalizzata alla produzione di nuovi oggetti preziosi.
Massime di principio
- Nel reverse charge applicato alle attività dei "Compro oro", è necessario verificare non solo la natura dei beni ceduti, ma anche l'attività effettivamente svolta dal cessionario.
- La mera presenza del commercio di preziosi nell'oggetto sociale o nella visura camerale non dimostra, da sola, che tale attività sia concretamente esercitata; l'Amministrazione deve fornire ulteriori elementi probatori.
- Quando l'Ufficio contesta l'applicazione del reverse charge e recupera l'IVA, grava sull'Amministrazione finanziaria l'onere di dimostrare i fatti che escludono il regime agevolato.
- Dichiarazioni del legale rappresentante del cessionario possono costituire elementi indiziari, ma è opportuno conservare anche documentazione oggettiva, come licenze, contratti, fatture, descrizione dell'attività e tracciabilità della destinazione industriale dei materiali.
- Il reverse charge può essere riconosciuto quando l'oro usato o avariato è ceduto a un soggetto che lo destina effettivamente a lavorazione o affinazione industriale; la sola possibilità astratta di svolgere attività commerciale non è sufficiente a escluderlo.
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