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Sentenza

Sentenza n. 2812/2026 - Roma, Sezione 4

per l'annullamento in parte qua: - a) del decreto interministeriale adottato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica in data 5 luglio 2024, n. 181, e pubblicato in data 8 luglio 2024, recante approvazione del “Piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio presenti sui sedimi autostradali, da affidare mediante procedure concorsuali”; b) del “Piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio presenti sui sedimi autostradali”, allegato all’impugnato decreto interministeriale; c) del “documento di analisi procedurale - Schema e contenuti informativi”, anch’esso allegato all’impugnato decreto interministeriale; d) di tutti gli atti presupposti, connessi, collegati e/o consequenziali, antecedenti e/o successivi, ancorché non conosciuti.

Giustizia amministrativa202410257

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della richiesta delle ricorrenti e ritenendo sussistenti i relativi presupposti. La decisione è stata adottata in rito, anche in considerazione della mancata opposizione delle altre parti. Le spese di lite sono state compensate.

TAR Lazio - Roma, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto interministeriale del 5 luglio 2024, n. 181, e relativi Piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio autostradali e documento di analisi procedurale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e autorità)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento in parte qua, il decreto interministeriale e gli atti allegati concernenti il Piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio presenti sui sedimi autostradali, da affidare mediante procedure concorsuali, nonché gli atti presupposti, connessi, collegati e consequenziali. Dal testo non risultano specificamente illustrati i motivi di illegittimità dedotti. In prossimità dell'udienza pubblica, la parte ricorrente ha chiesto che il ricorso fosse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    La disposizione è richiamata nel contesto della definizione del giudizio, senza che il testo espliciti una specifica interpretazione ulteriore.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene una carenza di interesse alla decisione, purché tale presupposto risulti accertato dal giudice.
  • La dichiarazione di improcedibilità può essere pronunciata in rito sulla base della richiesta della parte ricorrente, quando le altre parti non vi si oppongano.
  • In presenza di una pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, le spese di lite possono essere compensate in ragione della natura processuale della decisione e della mancata opposizione delle parti.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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