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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3784/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso proposto da Marino Rosario, terzo interessato e legale rappresentante della società "Il Ramoscello Società agricola s.r.l.", avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato il sequestro preventivo, diretto e per equivalente, fino alla concorrenza di Euro 9.489.039,99 disposto dal G.I.P. per reati ipotizzati ai sensi dell'art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000 a carico di Antonio Paladino. Il ricorrente contestava (1) la fondatezza del sequestro sui beni della società sostenendo che la disponibilità degli immobili in capo all'amministratore non coincide con una disponibilità personale (richiamando la pronuncia delle Sezioni Unite n. 10561/2014) e che non era provata la diretta disponibilità da parte del Paladino né la funzione di "schermo" della società; e (2) la mancanza di una perizia estimativa per accertare il valore dei beni assoggettati al sequestro e verificare i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità nella scelta del sequestro reale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il ricorso per cassazione era stato depositato il 10/09/2021 presso la cancelleria del Tribunale di Roma anziché presso la cancelleria del Tribunale di Catania, dove è pervenuto il 23/09/2021, oltre il termine di quindici giorni decorrente dalla notificazione dell'ordinanza (notificata il 02/08/2021, con decorrenza dal 01/09/2021). La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite secondo cui la presentazione deve avvenire presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione e che, ai fini della tempestività, rileva la data in cui l'atto perviene alla cancelleria competente. Per l'inammissibilità pronunciata, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma a titolo di sanzione pecuniaria pari a Euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare la composizione del Tribunale che ha deciso il riesame; uso formale per la costituzione del collegio.

  • art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000

    Norma di riferimento per le fattispecie penali che hanno determinato il decreto di sequestro preventivo per equivalente fino all'ammontare del profitto illecito.

  • art. 311 comma 3 cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del tribunale del riesame deve essere presentato presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione; la correttezza della modalità di presentazione incide sulla tempestività dell'impugnazione.

  • art. 582 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamato in negativo: non grava sulla cancelleria l'obbligo di trasmettere gli atti al giudice competente, e quindi ai fini della tempestività rileva la data di arrivo della domanda alla cancelleria competente.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per l'effetto consequenziale dell'inammissibilità del ricorso: condanna alle spese processuali e possibilità di irrogare una sanzione pecuniaria al ricorrente.

  • Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione al principio che, ai fini dell'irrogazione della sanzione ex art. 616 c.p.p., non è configurabile l'assenza di colpa che escluda automaticamente la sanzione; la Corte di cassazione ha ritenuto non sussistente tale causa di esclusione.

  • Sezioni Unite, sent. n. 1626 del 24/09/2020 (Bottari)

    Giurisprudenza di legittimità utilizzata per chiarire che, nelle impugnazioni cautelari, la data rilevante ai fini della tempestività è quella in cui l'atto perviene alla cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione; la presentazione ad un ufficio diverso comporta il rischio di inammissibilità per tardività.

  • Sezioni Unite, sent. n. 10561 del 2014

    Citada dal difensore per sostenere che la disponibilità dei beni societari spetta all'ente e non all'amministratore; la Corte di cassazione, tuttavia, non ha pronunciato sul merito di tale censura poiché ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Il termine e la modalità di presentazione del ricorso per cassazione avverso ordinanze cautelari sono fondamentali: il deposito deve avvenire presso la cancelleria del tribunale che ha emesso l'ordinanza e la tempestività è valutata rispetto alla data di arrivo a quella cancelleria.
  • La presentazione dell'atto presso un ufficio diverso espone al rischio concreto di inammissibilità per tardività, anche se il deposito è avvenuto entro il termine presso un'altra cancelleria.
  • Quando un terzo contesta il sequestro preventivo di beni societari, la contestazione sulla disponibilità diretta da parte della persona fisica (amministratore) richiede elementi specifici per dimostrare l'effettiva disponibilità personale o l'uso della società come "schermo"; in assenza di decisione sul merito, tali profili restano da provare in sede appropriata.
  • Per i sequestri per equivalente di ingente entità, è opportuno sollevare tempestivamente la richiesta di perizia estimativa o altri mezzi idonei a valutare il valore dei beni e verificare i principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità nella misura cautelare.
  • L'inammissibilità per motivi formali può comportare conseguenze economiche anche rilevanti (spese processuali e sanzione pecuniaria), pertanto è essenziale curare la forma e la correttezza delle modalità di impugnazione.

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