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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00180/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per usura, deducendo: 1) violazione di legge per mancata declaratoria di prescrizione, assumendo che il termine dovesse ritenersi maturato prima della fissazione dell'udienza di appello; 2) vizio motivazionale per la valutazione delle consulenze tecniche, delle fonti di prova e delle dichiarazioni della persona offesa/parte civile, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe errato nella ricostruzione del fatto e nell'apprezzamento dell'attendibilità della testimonianza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché, secondo la ricostruzione in fatto della sentenza impugnata, la prescrizione del reato di usura decorreva dall'ultimo pagamento del capitale o degli interessi, avvenuto nel corso dell'anno 2008; la diversa tesi difensiva non era supportata dagli atti ed era frutto di una lettura alternativa del compendio probatorio non consentita in sede di legittimità. Ha parimenti ritenuto non scrutinabile il secondo motivo, perché volto a ottenere una rivalutazione del merito probatorio, attività riservata al giudice di merito e non alla Cassazione, che aveva invece motivato in modo logico e coerente sulla base di un quadro probatorio definito univoco e sull'attendibilità della parte civile. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 2 c.p.

    richiamato nel motivo di ricorso insieme all'art. 644-ter c.p. per sostenere la prescrizione, ma la Corte ritiene infondata la doglianza alla luce del dato normativo applicabile al caso.

  • art. 644-ter c.p.

    la Corte afferma che, per il reato di usura, la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento del capitale o degli interessi.

  • art. 606 c.p.p.

    evocato implicitamente dal tipo di censure (violazione di legge e vizio motivazionale) ma non espressamente citato nel testo; la Corte ribadisce comunque i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione e sulla rivalutazione del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    presupposto della condanna al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In tema di usura, ai fini della prescrizione rileva l'ultimo pagamento del capitale o degli interessi, non potendo la difesa ottenere una declaratoria di estinzione del reato sulla base di una diversa ricostruzione fattuale non supportata dagli atti.
  • In sede di legittimità non è consentita una rilettura del compendio probatorio né una diversa valutazione delle consulenze tecniche, delle dichiarazioni della persona offesa o degli altri elementi di prova, quando la sentenza di merito abbia fornito una motivazione logica, coerente e priva di vizi giuridici.
  • La censura di vizio motivazionale è inammissibile se si risolve nella richiesta di sostituire al ragionamento del giudice di merito una ricostruzione alternativa dei fatti.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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