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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20339/2024 del 23/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso proposto dall'imputato in tre motivi: 1) censura di violazioni di legge e vizi di motivazione per aver la Corte d'appello escluso l'applicazione della legge n. 242/2016 (coltivazione lecita di "Cannabis Sativa L." a fini alimentari) nonostante gli esiti della consulenza tecnica; 2) dedotta la possibilità che l'eccesso di THC fosse dovuto a fenomeni naturali e non alla volontà del coltivatore, con conseguente esclusione della causa di non punibilità prevista dall'art. 4, comma 7, della L. 242/2016; 3) violazione di norme di diritto processuale (artt. 191, 62 e 63 c.p.p., in relazione agli artt. 24 Cost., 6 CEDU e direttiva 2016/343/UE) e motivazione viziata per aver valorizzato il silenzio dell'imputato nelle indagini e non aver adeguatamente considerato la documentazione (es. prova di acquisto dei semi) a sostegno della tesi di coltivazione lecita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha acquisito il certificato di morte dell'imputato (decesso verificatosi il 4 marzo 2024) e ha dichiarato l'estinzione del reato per morte dell'imputato. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio; la Corte ha osservato che non emergono elementi perché si possa pronunciare una sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p., pertanto non si è pronunciata nel merito delle questioni sostanziali dedotte nel ricorso.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma contestata come base della responsabilità per il reato di droga; la Corte d'appello aveva confermato la responsabilità ai sensi di questa norma, mentre la Cassazione non ha affrontato la questione nel merito in ragione dell'estinzione del reato per morte.

  • Legge 2 dicembre 2016, n. 242 (artt. 1-4, art.4, comma 7)

    Richiamata dal ricorrente per sostenere la liceità della coltivazione di canapa a fini alimentari e la causa di non punibilità in caso di THC superiore per cause naturali; la Corte d'appello aveva escluso l'applicazione della legge, ma la Cassazione non si è pronunciata sul punto a causa dell'estinzione per morte.

  • artt. 191, 62 e 63 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dal ricorrente in relazione alla valutazione probatoria e all'uso del silenzio dell'imputato; la questione è stata dedotta ma non decisa dalla Corte suprema per effetto dell'estinzione del reato.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Previsione della sentenza di proscioglimento; la Cassazione ha ritenuto che non sussistessero elementi tali da disporre un proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e ha pertanto annullato senza rinvio per estinzione del reato.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare l'enunciazione dei motivi nel ricorso; utilizzo procedurale per la formulazione dei motivi.

  • art. 24 Cost., art. 6 CEDU, Direttiva 2016/343/UE (art. 28 richiamato nel testo)

    Richiamati in correlazione alle garanzie di difesa e al giusto processo rispetto alla valutazione del silenzio e delle garanzie procedurali; le presunte violazioni non sono state esaminate nel merito a causa dell'estinzione del reato.

  • Principio dell'estinzione del reato per morte dell'imputato

    Principio applicato dalla Corte di Cassazione come causa estintiva del reato, con conseguente annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.

Massime di principio

  • Se l'imputato muore durante il procedimento penale, il reato si estingue e la Corte superiore può annullare la sentenza impugnata senza rinvio; in tali casi le questioni di merito restano in genere non decise.
  • Le eccezioni sulle norme speciali (es. L. 242/2016 per la coltivazione lecita della canapa) devono essere documentate con perizie tecniche e prove documentali chiare: se il processo si estingue per morte, tali questioni potrebbero non ricevere una pronuncia di merito.
  • La mancata considerazione o la valutazione del silenzio dell'imputato può costituire motivo di censura sotto il profilo delle garanzie processuali (art. 24 Cost., art. 6 CEDU); in fase difensiva è importante contestare espressamente e produrre prove e documenti che confutino deduzioni probatorie basate sul silenzio.
  • Per ottenere un proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. occorrono elementi di fatto e di diritto che supportino la non sussistenza del reato: la morte dell'imputato non equivale automaticamente a proscioglimento sostanziale.
  • In materia tecnico-scientifica (es. determinazione del THC) è cruciale produrre consulenze tecniche, catena di custodia e documentazione d'acquisto/uso (es. semi, certificazioni) per dimostrare finalità lecite o cause naturali di variazione delle percentuali.

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