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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19620/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso ex art. 625-bis c.p.p. per presunto errore percettivo della Corte di cassazione nella valutazione della cessione dei rami d'azienda e dei canoni di affitto relativi agli Hotel AMI e K2. Il ricorrente sostiene che la Suprema Corte avrebbe frainteso la rilevazione della Corte d'appello circa la congruità dell'importo di euro 120.000,00 e avrebbe attribuito alla difesa l'affidamento esclusivo sulle conclusioni del consulente tecnico, mentre in realtà la difesa aveva contestato e corretto i calcoli della Guardia di Finanza alla luce delle osservazioni della Corte d'appello; similmente lamentava un identico errore percettivo con riferimento all'operazione relativa all'Hotel K2.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'impugnazione non evidenzi un vero errore percettivo riconducibile alla fattispecie prevista dall'art. 625-bis c.p.p., ma costituisca un tentativo di rinnovare il sindacato di merito sulle valutazioni probatorie già compiute dalla Corte d'appello. La Suprema Corte ha richiamato il restringimento dell'ambito del rimedio per errore di fatto (necessità di una svista o equivoco nella lettura degli atti che abbia influito sulla decisione) e ha confermato che la disamina compiuta sul carattere simulato delle operazioni (mancato accollo delle passività, società ad hoc, natura formale degli atti) era adeguata. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 3

    Norma che punisce le condotte di false rappresentazioni nelle scritture contabili finalizzate all'evasione fiscale; nella sentenza definisce il reato per il quale il ricorrente era stato condannato (evasione IRES tramite esposizione di elementi passivi fittizi per euro 260.271,00).

  • codice di procedura penale, art. 625-bis

    Istituisce il rimedio per l'errore di fatto in Cassazione; applicabile solo a errori percettivi derivanti da svista o equivoco nella lettura degli atti interni che abbiano effettivamente influito sulla decisione, e non a semplici controversie circa la valutazione delle prove o a una diversa interpretazione dei fatti.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Consente la condanna al pagamento di somme alla cassa delle ammende e alle spese processuali in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; utilizzato per la condanna del ricorrente a pagare euro 3.000.

  • Corte costituzionale, sent. 13 giugno 2000, n. 186 (richiamata)

    Richiamata in tema di valutazione della colpa nella proposizione del ricorso inammissibile e della commisurazione della sanzione pecuniaria per avere determinato l'inammissibilità.

Massime di principio

  • Il rimedio ex art. 625-bis c.p.p. è molto limitato: è ammesso solo per errori percettivi (svista o equivoco) nella lettura degli atti della Corte di cassazione che avrebbero determinato una decisione diversa; non serve a rinnovare il merito del giudizio.
  • Quando si contesta una motivazione di cassazione come erronea, occorre indicare con precisione la svista (pagina, passaggio, testo esatto) e dimostrare che la correzione avrebbe cambiato l'esito; argomentazioni generiche o riepilogative sono destinate all'inammissibilità.
  • Le valutazioni di fatto della Corte d'appello godono di ampia deferenza in Cassazione: per impugnarle è necessario allegare elementi concreti che dimostrino manifesta illogicità, contraddittorietà o evidenti errori di calcolo e non semplici differenti valutazioni probatorie.
  • Nelle contestazioni su operazioni societarie complesse (cessioni, affitti di ramo d'azienda, contratti tra società riconducibili a diversi soggetti) è importante documentare in modo puntuale l'elemento simulativo o l'errata valutazione del canone con prove documentali o giuridiche robustamente ancorate agli atti.
  • Proporre un ricorso manifestamente inammissibile o volto a rinnovare il merito comporta il rischio di condanna alle spese e di sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); va valutata con attenzione la sussistenza della fattispecie di errore percettivo prima di utilizzare l'art. 625-bis.

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