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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1560/2024 del 12/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Pasquale Fava ha richiesto il riconoscimento della continuazione tra condanne emesse in epoche e da uffici diversi. Nello specifico si trattava dell'esecuzione e del coordinamento di provvedimenti emessi dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (e da altro giudice del medesimo Tribunale) e dal GIP del Tribunale di Napoli. È nato un contrasto tra la composizione monocratica e quella collegiale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su quale criterio di competenza applicare (art. 665, comma 4 vs comma 4-bis c.p.p.), ossia se la competenza spettasse al giudice che aveva emesso l'ultimo provvedimento irrevocabile o se dovesse prevalere la regola speciale che attribuisce la competenza al collegio quando i provvedimenti provengono da giudici, collegiali o monocratici, dello stesso Tribunale.

La decisione

La Corte ha dichiarato la competenza al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in composizione monocratica. Ha ritenuto applicabile l'art. 665 c.p.p., comma 4, perché i provvedimenti rilevanti erano stati emessi da giudici di Tribunali diversi (GIP di Santa Maria Capua Vetere e GIP di Napoli) e, quindi, non opera la deroga del comma 4-bis (che si applica solo se i provvedimenti sono dell'unico Tribunale). Applicando il criterio del provvedimento irrevocabile più recente, la competenza è risultata spettare al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in composizione monocratica; la Corte ha disposto la trasmissione degli atti a detta composizione.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    Comma 1: principio generale che il giudice competente è quello che ha deliberato il provvedimento da eseguire. Comma 4: quando l'esecuzione riguarda provvedimenti emessi da giudici diversi, la competenza spetta a chi ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile. Comma 4‑bis: se i provvedimenti sono emessi da giudici (monocratici o collegiali) dello stesso Tribunale, la competenza spetta al giudice collegiale; tale deroga non trova applicazione se i provvedimenti provengono da Tribunali diversi.

  • Sez. 1, n. 23748 del 15/07/2020 (D'Andretta)

    Giurisprudenza richiamata a conferma che la regola speciale del comma 4‑bis opera solo quando i provvedimenti sono emessi da organi del medesimo Tribunale.

  • Sez. 1, n. 49893 del 09/10/2015 (Pitocco)

    Ulteriore precedente che distingue l'applicazione del comma 4‑bis dal caso in cui i provvedimenti siano di Tribunali diversi, richiamando la regola generale del comma 4.

  • Sez. 1, n. 30254 del 08/06/2022 (Liguori)

    Conferma che il criterio dell'ultimo provvedimento irrevocabile si applica anche quando la questione riguarda un unico titolo esecutivo diverso.

  • Sez. 1, n. 37300 del 02/07/2021 (Corte d'Appello di Napoli)

    Precedente richiamato a sostegno dell'applicazione della regola del provvedimento irrevocabile più recente in presenza di provvedimenti emessi da giudici diversi.

Massime di principio

  • Quando l'esecuzione riguarda provvedimenti emessi da giudici di Tribunali diversi, prevale la regola dell'art. 665 c.p.p., comma 4: competente è il giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile.
  • La deroga del comma 4‑bis (competenza al giudice collegiale) si applica solo se i provvedimenti provengono da giudici, monocratici o collegiali, dello stesso Tribunale; se provengono da Tribunali diversi, il 4‑bis non opera.
  • Nelle ipotesi di provvedimenti misti (monocratici e collegiali) occorre prima verificare se tutti i provvedimenti siano riconducibili al medesimo Tribunale: se sì, prevale il collegio (4‑bis); se no, si applica il criterio dell'ultimo irrevocabile (comma 4).
  • Per chi propone istanze (difesa o pubblico ministero) è cruciale individuare e documentare la data di irrevocabilità dei provvedimenti: quella data determina la competenza.
  • In caso di dubbio sulla qualifica dei giudici o sull'unicità del Tribunale di provenienza dei provvedimenti, conviene sollevare prima la questione in modo formale (o chiedere verifica in cancelleria) perché la scelta del criterio può determinare la trasmissione del procedimento e ritardi procedurali.
  • La giurisprudenza di legittimità consolidata deve essere consultata: i giudici verificano precedenti sulla non applicabilità del 4‑bis a provvedimenti di Tribunali diversi.

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