Cassazione Civile, Ordinanza n. 21009/2024 del 26/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La contribuente ha impugnato in Cassazione la sentenza della CTR che aveva respinto il suo appello contro il rigetto del ricorso avverso un avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 emesso dal Comune per omesso pagamento relativo a un'area nella sua comproprietà. Con il primo motivo ha dedotto violazione delle norme sull'IMU sostenendo che il terreno era inserito in un assetto urbanistico di tipo compensativo e non perequativo, con conseguente difetto del presupposto impositivo, perché il diritto edificatorio non sarebbe stato reale e inerente al suolo. Con il secondo motivo ha denunciato nullità della sentenza per motivazione apparente o irriducibilmente contraddittoria, lamentando che la CTR non avesse considerato le risultanze probatorie di parte e avesse qualificato la vicenda come perequazione urbanistica pur a fronte di un percorso urbanistico che, a suo dire, conduceva a una compensazione urbanistica. Con il terzo motivo ha censurato la stima del valore venale dell'area ai fini IMU, sostenendo che la CTR non avesse valutato l'incidenza di vincoli preclusivi o limitativi dell'edificabilità nella determinazione del valore commerciale. In memoria ha anche richiamato un provvedimento relativo ad altro comproprietario e sopravvenute varianti urbanistiche, prospettandone la rilevanza sul presupposto impositivo.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto irrilevanti, nel presente giudizio, le sopravvenienze urbanistiche e il provvedimento richiamato in memoria, perché non idonei a formare giudicato in questa causa e comunque riferiti ad altra controversia. Nel merito ha escluso la nullità della sentenza impugnata per motivazione apparente, osservando che la CTR aveva esposto in modo sufficiente la ratio decidendi. Ha poi respinto il primo motivo perché il giudice di merito aveva accertato che i terreni erano inseriti in un meccanismo di perequazione urbanistica, con attribuzione di un indice edificatorio uniforme e quindi con sussistenza del presupposto IMU per aree edificabili; tale qualificazione è stata ritenuta coerente con i principi di legittimità che distinguono la perequazione dalla compensazione urbanistica. Ha infine respinto il terzo motivo, rilevando che la CTR aveva ritenuto congrua la valutazione comunale e che la contribuente non aveva assolto l'onere di provare specifici vincoli di inedificabilità idonei a incidere sul valore venale. Le spese sono state compensate per la complessità della questione e la presenza di precedenti contrastanti.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, d.l. n. 201 del 2011
richiamato quale base normativa del tributo IMU e del relativo presupposto impositivo.
art. 9, comma 1, d.lgs. n. 23 del 2011
richiamato come norma sul presupposto impositivo delle aree fabbricabili ai fini IMU.
art. 13, comma 1, d.l. n. 201 del 2011
richiamato in quanto rinvia alla disciplina del d.lgs. n. 23 del 2011.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
norma processuale posta a fondamento dei motivi di ricorso per violazione di legge.
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
norma processuale posta a fondamento della censura di nullità della sentenza per motivazione apparente.
art. 1 d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato nel motivo relativo alla motivazione della sentenza tributaria.
art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992
richiamato in relazione al requisito di motivazione della sentenza tributaria.
art. 132, n. 4, c.p.c.
richiamato per denunciare l'asserita mancanza di motivazione sufficiente della sentenza.
art. 118 disp. att. c.p.c.
richiamato a sostegno della doglianza sulla motivazione.
art. 5, comma 5, d.lgs. n. 504 del 1992
richiamato quale parametro legale per la determinazione del valore venale delle aree fabbricabili ai fini dell'imposta.
art. 2697 c.c.
richiamato per affermare l'onere della contribuente di provare i vincoli incidenti sul valore del bene.
art. 7 del Regolamento comunale IMU
richiamato per giustificare la determinazione periodica dei valori venali delle aree fabbricabili per zone omogenee.
art. 157 delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC
considerato nella valutazione del valore delle aree e degli indici edificatori attribuiti agli ambiti.
art. 59, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 446 del 1997
richiamato in relazione alla possibilità del Comune di riconoscere variazioni del prelievo per annualità pregresse.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
richiamato per l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012
richiamato quale norma di inserimento del comma 1-quater dell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.
Massime di principio
- In materia di IMU sulle aree edificabili, il presupposto impositivo sussiste quando il suolo è inserito in un assetto di perequazione urbanistica che attribuisce al proprietario un indice edificatorio intrinseco e uniforme all'interno del comparto, anche se la volumetria non è immediatamente attuabile.
- Il diritto edificatorio di origine perequativa ha natura intrinseca al fondo e si distingue dal diritto edificatorio compensativo, che deriva da un rapporto sinallagmatico e non inerisce al terreno; solo nella compensazione urbanistica, secondo i principi richiamati, può mancare il presupposto impositivo.
- La deduzione di una motivazione apparente o nulla richiede che la sentenza sia realmente priva del minimo costituzionale di ragionamento; non basta la mera non condivisione della ricostruzione del giudice di merito.
- Il giudice di merito non è tenuto a confutare espressamente ogni argomento difensivo, essendo sufficiente che esponga concisamente gli elementi di fatto e di diritto posti a base della decisione, restando implicitamente disattesi gli argomenti non decisivi.
- In tema di determinazione del valore venale delle aree fabbricabili ai fini IMU, il contribuente che contesti la stima comunale deve allegare e provare specifici elementi idonei a incidere sul valore, come vincoli di inedificabilità; in mancanza, è legittimo il valore stimato dall'ente sulla base dei criteri regolamentari e urbanistici richiamati.
- Le sopravvenienze urbanistiche incidono, di regola, sulle annualità d'imposta future e non consentono di rimettere in discussione il prelievo relativo ad anni precedenti, trattandosi di tributo periodico.
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