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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19189/2022 del 16/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per il reato di cui all'art. 489 c.p. per avere fatto uso di un contrassegno per il parcheggio invalidi ritenuto falso. In cassazione ha dedotto: (1) che il contrassegno era in realtà esistente e che ella utilizzava una copia poiché la titolare del permesso (la nonna) non sempre l'accompagnava; in subordine ha sostenuto che si era limitata ad entrare nel negozio dove lavorava per prendere le chiavi e portare il veicolo nel palazzo di abitazione; (2) la mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza e mancanza di specificità. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile perché la doglianza sulla "grossolanità" del falso è stata contraddetta dalla valutazione di merito (i giudici di merito avevano escluso la grossolanità alla luce della necessità di accertamenti strumentali e di elementi emersi all'esame diretto del documento) e perché le ragioni contingenti del parcheggio sono irrilevanti una volta accertato l'uso del documento falso. Il secondo motivo (tenuità) è stato ritenuto inammissibile per mancanza di specificità: la valutazione sulla tenuità richiede una valutazione complessa delle modalità della condotta e dell'entità del danno/pericolo (art. 133 c.p.) e la Corte territoriale ha compiuto una valutazione razionale della non particolare tenuità. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende (ex art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 489 cod. pen.

    Norma sanzionatoria per l'uso di documenti falsi (qui applicata al contrassegno per invalidi): la Corte conferma che l'uso di un documento falsificato integra il reato, indipendentemente dalle motivazioni soggettive addotte dall'imputata.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Regola sulla tenuità del fatto. La Corte ricorda che l'applicazione richiede valutazione complessa e specifica delle modalità della condotta e dell'entità del danno/pericolo; una prospettazione generica in cassazione è insufficiente.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per valutare la tenuità: la Corte richiama l'esigenza di una valutazione equilibrata di tutte le peculiarità della fattispecie, compreso il grado di colpevolezza.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiami procedurali relativi ai limiti e formalità del ricorso per cassazione; il ricorso è stato valutato nei limiti richiesti da questa disposizione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma richiamata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale; rilevanze procedurali sono state rispettate.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali per i ricorsi inammissibili: la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a una somma a favore della Cassa delle Ammende.

  • Sez. U, n. 13681 del 25/2/2016 (Tushaj, Rv. 266590) - giurisprudenza delle Sezioni Unite

    Precedente richiamato sulla nozione di tenuità del fatto: la determinazione della tenuità richiede valutazione complessa e complessiva, non limitata all'entità dell'aggressione del bene giuridico, e include il grado di colpevolezza e le modalità della condotta.

Massime di principio

  • L'uso di un contrassegno invalidi falso configura reato ai sensi dell'art. 489 c.p.; le giustificazioni soggettive (es. necessità temporanea, abitudine) non annullano automaticamente la responsabilità penale.
  • La tesi della 'grossolanità' del falso deve essere provata con elementi concreti e specifici: affermazioni generiche non convincono la Corte e possono essere ritenute irrilevanti se i giudici di merito hanno effettuato verifiche e valutazioni plausibili.
  • La richiesta di applicazione dell'istituto della tenuità (art. 131‑bis) richiede una dettagliata ricostruzione fattuale e argomentazioni che mettano in luce la minima offensività del fatto, il basso grado di colpevolezza e l'esiguità del danno o pericolo; in Cassazione occorre criticare specificamente la valutazione di merito, non solo riproporre la domanda.
  • Ricorsi per cassazione generici o privi di specificità sono frequentemente dichiarati inammissibili: è essenziale formulare motivi chiari, circostanziati e con riferimento a errori di diritto o a carenze logiche nella motivazione di merito.
  • Quando la decisione di merito si fonda su accertamenti (anche strumentali o sulla valutazione diretta del documento), la Cassazione, salvo errori di legge o manifesta illogicità, è incline a confermare la valutazione territoriale.
  • Il ricorrente inammissibile rischia di essere condannato alle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle Ammende; pertanto è strategico valutare la concretezza delle argomentazioni prima di proporre ricorso.

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