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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41415/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Un unico motivo articolato: violazione dell'art. 321 c.p.p. per mancanza dei requisiti di concretezza e attualità del 'periculum in mora' e carenza motivazionale ex art. 125 c.p.p.; dedotta erronea valutazione di un pericolo meramente astratto basato su prevedibilità di future criticità; mancata considerazione delle sopravvenienze (sentenza del Consiglio di Stato sulla legittimità dei titoli, diniego A.I.A. che impedirebbe la riattivazione, pronunce favorevoli ai conferitori sui codici CER) e della prescrizione delle condotte riferibili al 2019; censurata inoltre la valutazione circa il diniego A.I.A. e la presunta necessità di "riconversione" dell'impianto come motivazione per trattenere il sequestro; in via mediata si deduce anche violazione del diritto sostanziale (estinzione del reato per prescrizione) e contestazione della responsabilità del destinatario/gestore sull'attribuzione dei codici CER.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili e li ha respinti, confermando il rigetto dell'istanza di dissequestro operato dal Tribunale di Lecce in sede di riesame. La Corte ha ritenuto che: (i) dopo il decreto di rinvio a giudizio la questione sul 'fumus commissi delicti' non può essere riaperta in questa sede; (ii) il Tribunale aveva fornito motivazione sufficiente, ancorché sintetica, circa la persistenza del rischio ambientale (pericolo concreto e attuale) e la necessità della misura reale sulle specifiche sezioni dell'impianto; (iii) le sopravvenienze amministrative (sentenza del Consiglio di Stato, diniego A.I.A.) non escludono automaticamente il periculum e non coprono gli aspetti sostanziali ancora rilevanti per il penale; (iv) il destinatario/gestore ha oneri di verifica e non può sottrarsi all'obbligo di accertare la composizione dei rifiuti e l'appropriatezza dei codici CER; (v) la misura è proporzionata e sorretta da esigenze di prevenzione. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 in favore dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo: per il sequestro impeditivo è richiesto il periculum in mora concreto e attuale, collegato alla idoneità della cosa a favorire la reiterazione o l'aggravamento del reato; il giudice deve motivare specificamente le ragioni del pericolo

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Principio della motivazione: il provvedimento deve fornire una motivazione non apparente sui punti decisivi, applicato anche ai sequestri ex art. 321 per valutare la concretezza e l'attualità del rischio

  • art. 674 cod. pen.

    Norma penale richiamata nell'imputazione per emissioni odorigene; la Corte ha ritenuto che la persistenza di elementi indiziari relativi alle emissioni contribuisce al quadro di pericolo ambientale

  • art. 256 D.lgs. 152/2006

    Disciplina dei reati in materia di gestione dei rifiuti: la Corte ha ritenuto compatibile il quadro indiziario con l'ipotesi di gestione illegale e uso di codici CER non pertinenti, a fondamento del sequestro

  • art. 452‑quarterdecies cod. pen.

    Reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti: la Corte ha considerato la contestazione di gestione continuativa e organizzata su ingenti quantità come elemento utile a delimitare il fumus cautelare

  • artt. 183, 184, 188 e Allegato D, d.lgs. 152/2006

    Norme sulla classificazione e gestione dei rifiuti: benché l'attribuzione formale del codice CER graviti sul produttore, la Corte ha ricordato che il detentore/gestore ha obblighi di verifica e responsabilità condivisa lungo la filiera

  • Direttiva 2008/98/CE; Decisione 2000/532/CE; sentenza CGUE 28/03/2019 (cause riunite C-487/17, C-488/17, C-489/17)

    La Corte di Giustizia impone al detentore che non conosca la composizione del rifiuto di determinare la composizione e cercare sostanze pericolose mediante campionamenti/analisi; in caso di incertezza opera il principio di precauzione (classificazione come pericoloso)

  • Sezioni Unite, Sent. n. 36959/2021 (Ellade) e giurisprudenza di legittimità citata

    Orientamenti giurisprudenziali richiedono un onere motivazionale concreto anche per i sequestri ex art. 321; il controllo di legittimità verifica che il giudice abbia dato conto del rischio attuale e delle ragioni della misura

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo impeditivo (art. 321 c.p.p.) il pericolo deve essere concreto e attuale: non è sufficiente un'astrazione o la mera prevedibilità di futuri problemi; il giudice deve motivare specificamente in che modo la cosa può favorire la reiterazione o l'aggravamento del reato
  • Dopo il decreto di rinvio a giudizio, la questione del 'fumus commissi delicti' è sostanzialmente preclusa in sede di riesame/cassazione: la difesa deve concentrare le impugnazioni sugli aspetti cautelari non preclusi
  • Le sopravvenienze amministrative (sentenze amministrative o dinieghi A.I.A.) non escludono automaticamente il pericolo penale: il giudice penale può sindacare solo i profili non già definiti dal giudicato amministrativo
  • Il destinatario/gestore di rifiuti ha l'onere di verificare la composizione del rifiuto e l'appropriatezza del codice CER; non può limitarsi a trasferire la responsabilità al produttore quando gli elementi non consentono di escludere pericolosità
  • La prescrizione dei reati è un tema sostanziale che, se rilevante, incide sul presupposto della misura; tuttavia, in sede cautelare e dopo rinvio a giudizio la sua deduzione può trovare limiti procedurali: va trattata tempestivamente e con adeguata specificità procedurale
  • Il diniego di A.I.A. può essere rilevante nella valutazione del periculum (ad esempio perché limita la possibilità di esercizio dell'attività), ma non ha effetto automatico di neutralizzare il rischio di illecita ripresa dell'attività o la necessità della misura senza una valutazione ampia e motivata
  • La proporzionalità e la durata del sequestro richiedono controlli e verifiche periodiche: quando il tempo trascorso è elevato il giudice deve prevedere verifiche sul permanere del periculum, pur restando la valutazione rimessa al giudizio di merito

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