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Sentenza

Sentenza del 15/10/2020 n. 22344 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

richiesta di rimborso dell'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica versata nel periodo dicembre 2009 - dicembre 2011 per presunta incompatibilita' con la direttiva 2008/118/CE; l'amministrazione aveva negato il rimborso per difetto di legittimazione attiva del ricorrente sostenendo che il rapporto tributario e' tra fisco e fornitore, non tra fisco e consumatore finale

La decisione

la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente confermando il principio secondo cui, per le accise e le addizionali sull'energia elettrica nel periodo ratione temporis considerato, soggetto obbligato e soggetto legittimato al rimborso nei confronti dell'amministrazione e' il fornitore; il consumatore finale puo' agire civilisticamente in via di ripetizione dell'indebito contro il fornitore e solo in casi eccezionali (impossibilita' o eccessiva difficolta' di ottenere il rimborso dal fornitore, es. insolvenza) puo' chiedere direttamente il rimborso all'amministrazione, previa allegazione e prova delle circostanze che giustificano tale legittimazione straordinaria; precisati i termini: il fornitore puo' chiedere il rimborso entro due anni dal pagamento o, se ha dovuto restituire somme al consumatore a seguito di sentenza definitiva, entro novanta giorni dal passaggio in giudicato

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 (T.U.A.)

    articoli 2, 14, 16, 52, 53, 56

    definisce il momento dell'obbligazione tributaria e i soggetti obbligati: per le accise e le addizionali sull'energia obbligato nei rapporti con l'erario e' il fornitore; l'art.14 disciplina il rimborso dell'accisa quando risulta indebitamente pagata ma, alla luce della struttura normativa, il rimborso va esercitato dal soggetto obbligato (fornitore) salvo i casi eccezionali previsti dalla giurisprudenza

  • Decreto Legge 28 novembre 1988, n. 511, art. 6, comma 3

    testo applicabile ratione temporis relativo alle addizionali sul consumo di energia elettrica

    le addizionali sono dovute dai soggetti obbligati di cui all'art.53 T.U.A. (i fornitori) al momento della fornitura e sono liquidate e riscosse con le stesse modalita' dell'accisa; pertanto il rapporto tributario e' con il fornitore

  • Direttiva 2008/118/CE del Consiglio, 16 dicembre 2008

    art.1, par.2; art.9, par.2

    stabilisce principi generali sul regime delle accise e prevede il rimborso quando l'accisa e' indebita; tuttavia non vincola la forma procedurale interna circa chi puo' proporre domanda di rimborso se non nel rispetto dei principi di equivalenza ed effettivita'

  • Legge 29 dicembre 1990, n. 428, art. 29, comma 2

    stabilisce che i tributi nazionali incompatibili con il diritto comunitario sono rimborsati salvo che l'onere sia stato trasferito su altri soggetti, circostanza che non puo' essere desunta per presunzioni dagli uffici; conferma che il rimborso nei casi di incompatibilita' e' regolato dal diritto interno con limiti probatori

  • Decreto-Legge 30 settembre 1982, n. 688, art. 19, comma 1 (conv. L. 27 novembre 1982, n. 873)

    prevede il diritto al rimborso per chi abbia indebitamente corrisposto tributi purché provi documentalmente che l'onere non e' stato trasferito; la Corte ha ritenuto questa norma applicabile solo ai tributi non rilevanti per l'ordinamento comunitario

  • Sentenze Corte di Giustizia dell'Unione Europea

    tra tutte C-35/05 Reemtsma; C-564/15 Farkas; C-691/17 PORR

    principi stabiliti: gli Stati membri possono fissare i requisiti procedurali per il rimborso nel rispetto dei principi di equivalenza ed effettivita'; il consumatore puo' normalmente ottenere il rimborso tramite azione civile contro il fornitore e solo eccezionalmente (impossibilita' o eccessiva difficolta' procedurale o insolvenza del fornitore) puo' chiedere il rimborso direttamente all'amministrazione

Massime di principio

  • Per accise e addizionali sull'energia il soggetto passivo di diritto e' il fornitore: solo il fornitore e' normalmente legittimato a chiedere il rimborso all'amministrazione.
  • Il consumatore gravato dall'accisa traslata puo' ottenere il ristoro principalmente con un'azione civilistica di ripetizione dell'indebito nei confronti del fornitore.
  • Il diritto comunitario non impone in via generale che il consumatore possa agire direttamente contro l'erario; gli Stati possono prevedere le modalita' interne purche' rispettino i principi di equivalenza ed effettivita'.
  • Il consumatore puo' ottenere un rimedio diretto contro l'amministrazione solo in casi eccezionali, tipicamente quando il rimborso tramite il fornitore sia impossibile o eccessivamente difficile (es. insolvenza del fornitore), e deve allegare e provare tali circostanze.
  • Termini e modalita': il fornitore puo' chiedere il rimborso entro due anni dal pagamento; se il fornitore ha dovuto restituire al consumatore con sentenza definitiva, ha 90 giorni dal passaggio in giudicato per chiedere il rimborso all'amministrazione.
  • Onere della prova: il soggetto che chiede la legittimazione straordinaria (consumatore) deve specificamente allegare e provare l'impossibilita' o l'eccessiva difficolta' del rimborso tramite il fornitore; l'amministrazione non puo' presumere la traslazione senza elementi probatori contrari

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