Sentenza del 22/05/2019 n. 13773 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato la sentenza della CTR della Lombardia deducendo, da un lato, omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione e, dall’altro, violazione della normativa regionale lombarda in materia di autorizzazioni per l’attività estrattiva. L’accertamento fiscale, relativo al 2004, aveva applicato lo studio di settore TDO4A per rettificare IRES, IRAP e IVA. La società sosteneva che nel 2004 non aveva svolto attività estrattiva in proprio, perché la precedente autorizzazione era scaduta nel dicembre 2002 e la nuova autorizzazione era stata rilasciata soltanto nel 2005. Aveva quindi svolto esclusivamente attività di lavorazione e commercializzazione di sabbia acquistata da terzi, situazione non coerente con il cluster dello studio di settore applicato. La CTR aveva invece ritenuto, senza adeguato fondamento documentale, che fosse stata presentata una domanda di proroga della precedente autorizzazione, tale da consentire la prosecuzione dell’attività estrattiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo relativo al vizio di motivazione, poiché la CTR aveva esaminato adeguatamente gli elementi fattuali e la Corte di legittimità non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito. Ha invece accolto la censura relativa alla violazione della normativa regionale. La precedente autorizzazione era scaduta il 7 dicembre 2002 e una domanda di proroga avrebbe dovuto essere presentata almeno tre mesi prima della scadenza; la richiesta del 2004 riguardava invece una nuova autorizzazione per la ripresa dell’attività, poi rilasciata nel 2005. Non era quindi dimostrata la prosecuzione dell’attività estrattiva nel 2004. La sentenza della CTR è stata cassata e la causa è stata rinviata alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
D.L. n. 331 del 1993, art. 62-sexies
Consente l’accertamento fondato anche sugli studi di settore, ma la loro applicazione deve essere verificata in relazione alla concreta attività svolta dal contribuente.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d)
Disciplina l’accertamento analitico-induttivo dei redditi sulla base di presunzioni, purché sorrette da elementi idonei.
L.R. Lombardia n. 14 del 1998, art. 12
Riguarda il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione all’attività estrattiva e la ripresa dell’attività dopo la cessazione della precedente autorizzazione.
L.R. Lombardia n. 14 del 1998, art. 13, comma 3
La domanda di proroga deve essere presentata almeno 3 mesi prima della scadenza dell'autorizzazione e l'attività, in attesa dell'atto di proroga, può proseguire limitatamente alle quantità di e nei limiti areali già autorizzati.
La prosecuzione dell’attività dopo la scadenza è possibile soltanto se la domanda di proroga è stata presentata tempestivamente, almeno tre mesi prima della scadenza. Una richiesta successiva alla scadenza non può essere qualificata come proroga.
L.R. Lombardia n. 14 del 1998, artt. 14, 15, 16 e 18
Regolano gli elementi progettuali, amministrativi e procedimentali necessari per la nuova autorizzazione estrattiva e per gli interventi di riassetto ambientale.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62, comma 1
Disciplina il ricorso per cassazione contro le sentenze delle commissioni tributarie regionali.
Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.
Consente di denunciare, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione di norme di diritto e l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione, nei limiti applicabili ratione temporis.
Massime di principio
- Gli studi di settore costituiscono presunzioni semplici e non determinano automaticamente l’accertamento solo perché il reddito dichiarato è inferiore agli standard. La loro efficacia presuntiva si consolida soltanto dopo un contraddittorio effettivo con il contribuente.
- Il contribuente può contestare l’applicabilità dello studio di settore dimostrando che, nel periodo d’imposta, ha svolto un’attività diversa o anomala rispetto a quella rappresentata dallo specifico cluster. È utile produrre documenti contabili, contratti, autorizzazioni, fatture e prove dell’effettiva operatività.
- Quando l’esercizio di un’attività dipende da un’autorizzazione amministrativa, la scadenza dell’autorizzazione e la tempestività della domanda di proroga sono decisive. Una domanda presentata dopo la scadenza non consente di presumere la prosecuzione dell’attività in regime di proroga.
- La richiesta di una nuova autorizzazione per la ripresa dell’attività non equivale a una domanda di proroga. La proroga presuppone un’autorizzazione ancora in corso o una richiesta presentata nei termini previsti; la ripresa presuppone invece una nuova autorizzazione dopo un’interruzione.
- In cassazione non è normalmente possibile chiedere una nuova valutazione delle prove. Il controllo riguarda la correttezza giuridica e la coerenza logica della motivazione del giudice di merito, mentre la ricostruzione dei fatti spetta al giudice del rinvio.
- In caso di annullamento con rinvio, la causa non si conclude definitivamente a favore del contribuente: il giudice di rinvio deve riesaminare la controversia applicando i principi indicati dalla Corte di cassazione.
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