Cassazione Penale, Sentenza n. 8248/2022 del 09/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato ha impugnato la sentenza di conferma d'appello contestando: 1) violazione di legge in relazione all'art. 494 c.p. (sostituzione di persona) e ad artt. 533, 597 e 605 c.p.p., sostenendo che il giudice di primo grado non aveva motivato una pronuncia sul reato di sostituzione di persona e che tale reato sarebbe stato implicitamente assolto o assorbito nella truffa (art. 640 c.p.), con conseguente errata quantificazione della pena; 2) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine alla determinazione della pena (artt. 81, 494, 640 c.p. e artt. 125, comma 3 e 546 c.p.p.), deducendo la nullità per carenza assoluta di motivazione e la conseguente necessità di riforma della quantificazione sanzionatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice di primo grado avesse effettivamente condannato per il reato di sostituzione di persona nonostante la motivazione non fosse esplicita e che la sostituzione di persona non sia assorbibile nella truffa quando le due fattispecie tutelano beni giuridici differenti: sussiste un concorso formale di reati. Inoltre la Corte ha affermato che l'omessa o carente motivazione della sentenza di primo grado non determina automaticamente la nullità ai sensi dell'art. 604 c.p.p., potendo il giudice d'appello integrare la motivazione e procedere alla rideterminazione della pena nell'esercizio dei suoi poteri di piena cognizione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 494 cod. pen.
La Corte ha ritenuto che il reato di sostituzione di persona fosse stato integralmente ascritto e condannato in primo grado; non è stato considerato implicitamente assolto dall'omessa motivazione.
art. 640 cod. pen.
La truffa era contestata congiuntamente alla sostituzione di persona. La Corte ha stabilito che la truffa non assorbe automaticamente la sostituzione di persona quando le fattispecie sono autonome.
art. 81 cod. pen.
Applicato per qualificare la vicenda come concorso formale di reati (più condanne per medesima azione ma fattispecie autonome).
art. 125, comma 3 cod. proc. pen.
Riferito in relazione ai criteri di determinazione della pena; la Corte ha ritenuto legittimo che il giudice d'appello integri la motivazione e specifichi la quantificazione della pena.
art. 546 cod. proc. pen.
Norma collegata alla determinazione della pena in sede di giudizio; la Corte ha confermato i poteri dell'appello di integrare motivazione e rideterminare la pena quando necessario.
art. 533, 597 e 605 cod. proc. pen.
Articoli richiamati dalla difesa come presunte violazioni; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze connesse a tali norme rispetto alla condanna per sostituzione di persona e alla motivazione.
art. 604 cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato che l'art. 604 individua tassativamente i casi in cui l'appello deve dichiarare la nullità della sentenza impugnata e trasmettere gli atti: la mera carenza di motivazione non rientra necessariamente in tali ipotesi.
art. 6 CEDU
Richiamato in relazione al principio del giusto processo e al diritto al doppio grado; la Corte ha ritenuto compatibile l'integrazione della motivazione da parte dell'appello con i diritti garantiti, purché sia garantito il riesame di diritto.
art. 2 Protocollo addizionale n. 7 CEDU
Richiamato insieme alle garanzie del doppio grado di giurisdizione; la Corte ha ritenuto che l'eventuale integrazione dell'appello non leda le garanzie garantite dal Protocollo, dato il rimedio della cassazione.
art. 14 Patto internazionale sui diritti civili e politici
Richiamato con funzione analoga alle norme CEDU sul diritto a un giusto processo e al riesame; la Corte ha ritenuto compatibile l'operato dell'appello con tali tutele.
Massime di principio
- L'omessa o carente motivazione della sentenza di primo grado non comporta automaticamente la nullità: il giudice d'appello, investito di pieni poteri, può integrare la motivazione e rideterminare la pena nei limiti dei poteri di cognizione;
- Non si può presumere un'assoluzione implicita per mancata esplicita motivazione quando, dal testo o dall'operato del giudice, risulti che la condanna sia stata effettivamente pronunciata;
- La sostituzione di persona e la truffa possono costituire reati autonomi e concorrere formalmente se tutelano beni giuridici differenti; l'assorbimento è possibile solo se una condotta viola contemporaneamente due previsioni poste a tutela dello stesso bene giuridico;
- L'appello può integrare lacune motivazionali della sentenza di primo grado senza violare il diritto al doppio grado, purché resti aperto il rimedio per il rilevante esame di diritto (es. ricorso per cassazione);
- Chi impugna dovrebbe articolare in modo chiaro e puntuale le doglianze sia di diritto sia di motivazione, specificando le conseguenze pratiche sul calcolo della pena (es. richiesta di esclusione di una pena per assorbimento o di rideterminazione complessiva).
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