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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9009/2024 del 01/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Benevento del 23/11/2023 con cui era stato rigettato l'appello del Pubblico Ministero avverso l'ordinanza del G.I.P. del 25/09/2023 che aveva negato il sequestro preventivo ex art. 321, comma 2, c.p.p. in relazione al reato di cui all'art. 648-ter c.p. contestato a Sangiuolo e Capone. Il Procuratore deduce violazione di legge contestando la valutazione della prova da parte del Tribunale, in particolare la ritenuta insussistenza del dolo e la perdita di attendibilità delle dichiarazioni e della registrazione prodotte da Sauchelli, nonchè la mancata individuazione di elementi che colleghino in modo univoco il riscatto dei buoni postali all'apocrifia del testamento e alla consapevolezza degli imputati sulla provenienza illecita delle somme.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il gravame del Procuratore in realtà censuri la valutazione della prova e la motivazione del Tribunale, mentre il sindacato di legittimità sulle ordinanze relative a misure reali è limitato alla valutazione di violazioni di legge gravi, in particolare alla mancanza totale di motivazione o alla sua apparente consistenza. Il Tribunale aveva motivato il rigetto del sequestro per assenza di fumus commissi delicti, per la carenza di elementi probatori che dimostrassero la consapevolezza della provenienza illecita dei fondi e per l'inattendibilità delle dichiarazioni e registrazioni di Sauchelli (conflittualità pregressa e mancata verifica del riconoscimento vocale). Non essendo emersa una violazione di legge in senso formale, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 648-ter c.p.

    Norma che punisce il reimpiego di proventi derivanti da reato; la sua applicazione richiede prova, anche indiziaria, della consapevolezza della provenienza illecita dei beni o delle somme reinvestite.

  • art. 321, comma 2, c.p.p.

    Prevede il sequestro preventivo in relazione ai reati indicati; l'applicazione richiede la sussistenza del fumus commissi delicti e della pericolosità degli strumenti o proventi da sequestrare.

  • art. 325, comma 1, c.p.p.

    Limita il sindacato della Cassazione sulle ordinanze di riesame riguardanti misure reali alla sola verifica di violazioni di legge; non è consentito un sindacato di merito sulla valutazione delle prove se non quando la motivazione sia assente o meramente apparente.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U. e altre sezioni: Bevilacqua, Capasso, ecc.)

    Principio consolidato secondo cui il controllo in sede di legittimità delle ordinanze su misure reali è circoscritto alle violazioni di legge formali o alla totale assenza/merità apparente della motivazione; la rivalutazione delle prove spettando al giudice di merito non è consentita in Cassazione.

Massime di principio

  • Un ricorso alla Corte di Cassazione avverso ordinanze che decidono misure reali è ammissibile principalmente se si denuncia una violazione di legge formale o la totale assenza/merità apparente della motivazione; non è lo strumento per rimettere in discussione la valutazione delle prove.
  • Per ottenere il sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p. in reati di reimpiego (art. 648-ter c.p.) è necessario dimostrare il fumus commissi delicti: deve emergere, anche per indizi, la consapevolezza della provenienza illecita dei beni o delle somme.
  • La credibilità delle dichiarazioni di teste e la genuinità di registrazioni audio sono elementi decisivi: conflitti pregressi tra dichiaranti e indagati o l'assenza di verifiche (es. riconoscimento vocale) possono rendere inattendibili tali mezzi di prova.
  • Se si intende impugnare un rigetto di misura reale occorre formulare censure in termini di diritto (es. vizio procedurale, mancanza assoluta di motivazione, errore di diritto manifesto) piuttosto che contestare la valutazione fattuale delle emergenze probatorie.
  • Per rafforzare una richiesta di sequestro in casi simili conviene raccogliere elementi di riscontro oggettivi e tecnici (correlazioni temporali e finanziarie documentate, perizie, accertamenti bancari, eventuale verifica fonica delle registrazioni) e argomentare in termini di diritto la loro rilevanza per il fumus commissi delicti.

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