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Sentenza

Sentenza n. 186/2026 - Milano, Sezione 2

per l’accertamento - dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Milano rispetto alla domanda formulata dal ricorrente di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis del D.P.R. n. 380 del 2001, come da istanza protocollata in data 18 marzo 2025 al n. -OMISSIS- - numero di pratica -OMISSIS-, e conseguente emissione dell’ordine all’Amministrazione di provvedere entro un termine non superiore a trenta giorni.

Giustizia amministrativa202504019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’inerzia del Comune rispetto all’istanza presentata nel marzo 2025 per il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001, concernente l’altezza al colmo del solaio del sesto piano e il ricalcolo della superficie lorda ai sensi della legge regionale n. 33 del 2007. Dopo l’integrazione della pratica e il versamento dell’oblazione, il ricorrente ha chiesto l’attestazione del decorso dei termini del procedimento e della formazione del titolo abilitativo, senza ricevere riscontro. Ha quindi proposto ricorso per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e per la condanna dell’amministrazione a provvedere espressamente entro trenta giorni.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Nel corso del giudizio il Comune ha riscontrato l’istanza e ha concluso il procedimento, trasmettendo l’avviso di emissione e poi rilasciando il permesso di costruire in sanatoria. È così venuta meno l’inerzia e il ricorrente ha conseguito integralmente il bene della vita richiesto. Il Collegio ha qualificato la fattispecie come cessazione della materia del contendere, anziché mera improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l’amministrazione ha adottato un provvedimento satisfattivo manifestando lo ius poenitendi. Le spese sono state compensate, con rifusione del contributo unificato al ricorrente da parte del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La norma costituisce il fondamento dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria, poi rilasciato dal Comune nel corso del giudizio.

  • legge regionale n. 33 del 2007

    È stata richiamata dal ricorrente per il ricalcolo della superficie lorda oggetto della domanda di sanatoria.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio promosso contro il silenzio dell’amministrazione, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto e soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando il provvedimento sopravvenuto elimina l’inerzia contestata e attribuisce al ricorrente il bene della vita richiesto, manifestando lo ius poenitendi dell’amministrazione.
  • In caso di cessazione della materia del contendere determinata dal provvedimento satisfattivo adottato dall’amministrazione durante il giudizio, le spese possono essere compensate, ferma la possibilità di porre a carico dell’amministrazione la rifusione del contributo unificato sostenuto dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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