Sentenza del 16/07/2020 n. 15163 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia contestava la decisione della C.T.R. che aveva ammesso in deduzione i canoni di leasing relativi a un immobile censito A/10 ritenuto "strumentale" dalla Commissione, nonostante fosse pacifico l'uso dell'immobile come abitazione personale dell'amministratore; inoltre la societa' aveva impugnato la disconoscimento della deducibilita' degli accantonamenti per il trattamento di fine mandato (TFM) degli amministratori.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia e cassato la sentenza nella parte in cui la C.T.R. aveva ammesso la deduzione dei canoni di leasing. Ha chiarito che la qualificazione come bene strumentale richiede la prova della funzione strumentale in rapporto all'attivita' aziendale (o, in alternativa, la prova dell'insuscettibilita' di diversa destinazione senza radicali trasformazioni); l'uso dell'immobile come abitazione personale dell'amministratore esclude la deducibilita' dei canoni. Il ricorso incidentale della societa' volto a ottenere la deducibilita' degli accantonamenti TFM e' stato rigettato: la deducibilita' per competenza richiede atti con data certa anteriori e/o la formazione di verbali/accettazioni o comunicazioni sociali con data certa; in assenza di tali requisiti l'accantonamento non e' deducibile e la deduzione opera solo al momento dell'erogazione. La Corte, decidendo nel merito, ha quindi respinto il ricorso introduttivo della contribuente, condannandola al rimborso delle spese di giudizio dell'Agenzia (liquidate in Euro 7.300) e rigettando il ricorso incidentale.
Norme richiamate
Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), articolo 43
articolo 43, comma 2, secondo periodo
La Corte interpreta la norma nel senso che la qualifica di "bene strumentale" implica la prova della funzione strumentale in rapporto all'attivita' aziendale; la sola iscrizione catastale o la qualifica formale non basta se non e' fornita la prova dell'uso o dell'insuscettibilita' di diversa destinazione senza radicali trasformazioni.
Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1972, n. 546
articoli richiamati nel ricorso principale: art. 43 (ex art. 40), art. 102, comma 7, art. 109 (già art. 75)
La Corte si è richiamata alle regole processuali e ai principi di diritto tributario invocati dall'Agenzia nel ricorso per cassazione nell'ambito del controllo di legittimità, senza ritenere inammissibile il motivo per difetto di autosufficienza.
TUIR, articolo 105, comma 4
Ai fini della deducibilita' degli accantonamenti per il TFM la norma rinvia alle regole per le indennita' di cessazione rapporti di collaborazione; la Corte conferma che si tratta di un rinvio pieno che implica il rispetto dei requisiti previsti da tale disciplina (in particolare la data certa e le formalita' di nomina/accettazione).
TUIR, articolo 17, comma 1, lettera c)
art. 17, comma 1, lettera c)
Richiamata per il necessario criterio di "data certa" e per le regole che determinano quando l'onere è deducibile per competenza: senza data certa anteriore il diritto all'indennita' non consente la deducibilita' per competenza e la deduzione è ammessa solo all'atto dell'erogazione.
Legge n. 342 del 2000, articolo 34, comma 3
Citata dalla contribuente ma la Corte ribadisce che la disciplina vigente in materia di deducibilita' degli accantonamenti deve essere interpretata congiuntamente alle disposizioni del TUIR richiamate; l'eventuale richiamo normativo non elide i requisiti formali richiesti per la deducibilita'.
Codice di procedura civile, articolo 360, comma 1 (motivi di cassazione)
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3,4,5
La Corte valuta i motivi di cassazione alla luce delle limitazioni introdotte: annuncia che il vizio di motivazione invocabile ex n.5 è stato reso più stringente e che non sono sussistenti vizi di ultraventizione o di violazione del contraddittorio nella specie; inoltre ribadisce il potere/dovere del giudice d'appello di qualificare diversamente i fatti (iura novit curia) entro i limiti delle domande e dei fatti dedotti.
Massime di principio
- Per dedurre canoni di leasing relativi a un immobile occorre dimostrare la funzione strumentale in rapporto all'attività aziendale: la sola categoria catastale o l'iscrizione nel patrimonio non sono sufficienti.
- Se l'immobile è effettivamente utilizzato come abitazione personale dell'amministratore, i relativi canoni non sono deducibili a meno che non si dimostri l'insuscettibilità di diversa destinazione senza radicali trasformazioni o l'effettivo utilizzo nell'esercizio dell'impresa.
- L'onere della prova circa la strumentalità ed eventualmente l'insuscettibilità di diversa destinazione grava sul contribuente.
- Gli accantonamenti per il trattamento di fine mandato degli amministratori sono deducibili per competenza solo se sussistono i requisiti formali previsti (atto/verbale con data certa precedente, accettazione o comunicazione societaria con data certa); in mancanza la deducibilità opera al momento dell'effettiva erogazione.
- Il giudice d'appello può qualificare diversamente i fatti in base al principio iura novit curia, purché non introduca nuovi elementi di fatto o pronunci al di là delle domande e delle eccezioni delle parti.
- In cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: sono deducibili solo vizi motivazionali gravi e specificamente emergenti dal testo della sentenza (mancanza assoluta, motivazione contraddittoria o incomprensibile).
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