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Sentenza

Sentenza n. 1754/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento del provvedimento prot. -OMISSIS-/Rigetto Definitivo, emesso dalla Prefettura di -OMISSIS-e notificato in data 3 febbraio 2025, di rigetto dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202501064

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato il diniego prefettizio motivato sulla base del parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, secondo cui l'attività svolta anteriormente alla richiesta di conversione non sarebbe stata stagionale ai sensi dell'art. 24 d.lgs. 286/1998, nonché sulla mancata produzione della documentazione contributiva e fiscale richiesta con il preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990. Ha dedotto l'infondatezza e la tardività del parere dell'Ispettorato e ha sostenuto di avere trasmesso le proprie controdeduzioni nel contraddittorio procedimentale, sebbene oltre il termine assegnato. Nel corso del giudizio il TAR ha rilevato che l'Amministrazione non aveva depositato il parere dell'ITL effettivamente posto a fondamento del diniego, risalente al 4 dicembre 2024, ma soltanto un diverso parere dell'1 aprile 2025 e un'informativa della Questura del 2 aprile 2025, entrambi successivi al provvedimento impugnato. Il ricorrente ha quindi dedotto il difetto di motivazione e di istruttoria, nonché l'inammissibilità dell'integrazione postuma della motivazione mediante atti successivi al diniego.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Pur dando atto che il ricorrente aveva trasmesso, ancorché tardivamente, la documentazione richiesta con il preavviso di rigetto, il Collegio ha concentrato la decisione sulla carenza dell'istruttoria e della motivazione. Il provvedimento richiamava un parere negativo dell'ITL che l'Amministrazione non ha prodotto in giudizio e che, pertanto, non era verificabile. I pareri e gli accertamenti depositati dall'Amministrazione erano successivi all'adozione del diniego e non potevano sorreggerlo retroattivamente. Il giudice ha ribadito che la motivazione per relationem è ammissibile quando l'atto richiamato e le risultanze istruttorie siano individuabili e disponibili, ma ha escluso che la motivazione possa essere integrata postumamente in giudizio tramite atti processuali, scritti difensivi o atti istruttori formati dopo il provvedimento, salvo i limiti dell'integrazione mediante atti del procedimento o provvedimento autonomo di convalida fondato su elementi univoci già presenti. Il diniego è stato quindi ritenuto illegittimo per difetto di motivazione e di istruttoria. Le spese sono state compensate, con rifusione al ricorrente del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 24 d.lgs. 286/1998

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La disposizione è stata richiamata quale parametro per stabilire se l'attività svolta dal titolare del permesso di soggiorno rientrasse tra quelle stagionali rilevanti ai fini della conversione del titolo.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Disciplina il preavviso di rigetto e il contraddittorio procedimentale nel quale il richiedente ha trasmesso la documentazione richiesta.

  • art. 3, comma 2, l. 241/1990

    La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria

    Impone che la motivazione esponga i presupposti fattuali e le ragioni giuridiche della decisione in rapporto alle risultanze istruttorie; la violazione determina illegittimità quando manca il nesso tra istruttoria e motivazione.

  • art. 3, comma 3, l. 241/1990

    Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche l'atto cui essa si richiama

    Consente la motivazione per relationem solo se l'atto richiamato è indicato e reso disponibile; il mero richiamo a un atto endoprocedimentale non prodotto non garantisce un adeguato supporto motivazionale.

Massime di principio

  • La motivazione per relationem di un provvedimento amministrativo è legittima solo quando l'atto richiamato e le relative risultanze istruttorie siano individuati, disponibili e idonei a rendere comprensibili i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della decisione.
  • È illegittimo per difetto di motivazione e di istruttoria il provvedimento che fondi il diniego su un parere endoprocedimentale non prodotto dall'amministrazione, impedendo al giudice e all'interessato di verificarne contenuto e rilevanza.
  • Pareri, informative o accertamenti formati successivamente all'adozione del provvedimento non possono integrare retroattivamente la motivazione dell'atto impugnato né sostituire l'istruttoria mancante al momento della decisione.
  • Nel processo amministrativo l'integrazione della motivazione è ammissibile soltanto nei limiti in cui avvenga mediante atti del procedimento o mediante un autonomo provvedimento di convalida fondato su elementi univoci e sufficienti già presenti negli atti istruttori; non è invece consentita tramite atti processuali o scritti difensivi.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPartecipazione procedimentale

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