Cassazione Penale, Sentenza n. 30434/2022 del 02/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Fracasso contestava la sentenza di condanna per il reato ex art. 5 d.lgs. n.74/2000 sostenendo, in primo luogo, la nullità della sentenza per violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza e per mutamento del "fatto" rispetto al capo di imputazione. Nel capo di imputazione si contestava l'omessa presentazione delle dichiarazioni annuali della societa' IMPRESERVICE s.r.l., nella qualita' di legale rappresentante, relative a imposte sui redditi e IVA per l'esercizio 2010 (con riferimento a un IRPEF evasa pari a € 121.645,40). La condanna, invece, fu pronunciata per l'omessa presentazione della dichiarazione a fini IRPEF come persona fisica sulla base di emolumenti percepiti da amministratore (quantificati in € 298.780,00). In subordine si denunciavano carenze di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo, errata valutazione delle prove (impossibilita' di presentare le dichiarazioni, quantificazione del reddito non accertata), e il rigetto delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto fondato il primo motivo: il fatto per cui è intervenuta la condanna è risultato diverso rispetto a quello descritto nel capo di imputazione (mutamento della fisionomia dell'ipotesi accusatoria: imputazione quale legale rappresentante di società vs condanna quale persona fisica per emolumenti). Ciò ha determinato un concreto pregiudizio del diritto di difesa. Per tale motivo la Corte ha accolto il ricorso, assorbendo gli altri motivi, annullando le sentenze di merito (e quella di primo grado) e disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lecce per i provvedimenti consequenziali; è stato inoltre rilevato che, tenuto conto dei periodi di sospensione, il termine di prescrizione non è ancora decorso.
Norme richiamate
art. 5 d.lgs. n. 74 del 2000
Norma che disciplina l'omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali; la Corte rileva che l'imputazione riferiva l'omessa presentazione alle dichiarazioni societarie (IVA e imposte sui redditi della società), mentre la condanna ha riguardato omissione personale con diversa descrizione materiale del fatto, determinando disallineamento fra fattispecie contestata e fattispecie applicata.
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al principio del giusto processo e del diritto di difesa: la violazione della correlazione fra imputazione e sentenza è stata ritenuta idonea a ledere il diritto dell'imputato ad una difesa adeguata.
art. 6 CEDU
Invocato come parametro di riferimento del diritto a un processo equo; la Corte lo colloca insieme all'art. 111 Cost. nella tutela del diritto di difesa e della chiarezza dell'imputazione.
art. 521 cod. proc. pen.
Norma sulle modifiche dell'imputazione in corso di giudizio; la Corte ha esaminato il caso alla luce del divieto di cambiare il "fatto" in modo da pregiudicare la difesa senza le garanzie previste.
art. 522 cod. proc. pen.
Norma collegata alla precedente sulle modifiche e nullità della sentenza per mutamento dell'imputazione; usada per valutare se fosse intervenuta una modifica essenziale del fatto che ha compromesso il contraddittorio.
art. 546 cod. proc. pen.
Richiamato nel ricorso (secondo motivo) in ordine all'obbligo di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo; la Corte ha assorbito tale motivo dopo avere accolto il vizio principale.
art. 192 cod. proc. pen.
Norma sulla valutazione delle prove; richiamata dal ricorrente per censurare la motivazione delle sentenze di merito, ma la Corte ha ritenuto i rilievi assorbiti dall'annullamento per mutamento del fatto.
art. 533 cod. proc. pen.
Norma sui contenuti della sentenza; evocata nei motivi di doglianza relativi alla presunta carenza motivazionale, ma non decisa nel merito per effetto dell'accoglimento del primo motivo.
art. 62-bis cod. pen.
Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la richiesta di applicazione era stata respinta in sede di merito ma la questione è rimasta assorbita dall'annullamento operato dalla Corte di cassazione.
Massime di principio
- Il principio di correlazione tra imputazione e sentenza impone che la descrizione del "fatto" nell'imputazione comprenda gli elementi essenziali e circostanziali necessari perché l'imputato si difenda efficacemente; una sentenza che giudichi un fatto materialmente diverso da quello contestato configura nullità per violazione del diritto di difesa.
- La distinzione tra "fatto nuovo" e "fatto diverso": il fatto nuovo si aggiunge all'imputazione originaria senza sostituirla; il fatto diverso altera invece gli elementi essenziali della fattispecie concreta e può determinare nullità se impedisce la difesa.
- Errori meramente formali o materiali che non mutano la sostanza del fatto possono essere sanati, ma quando il cambiamento incide sulla natura dell'elemento materiale o soggettivo del reato la modifica non è ammissibile senza le garanzie previste dalle norme procedurali.
- Se il vizio principale (mutamento del fatto) sussiste, gli ulteriori profili di vizio di motivazione o di valutazione probatoria possono risultare assorbiti: la Corte di legittimità spesso annulla e rinvia per nuove valutazioni nel merito.
- In casi simili è opportuno verificare tempestivamente, in fase di udienza e dei mezzi di prova, la corrispondenza tra capo di imputazione e contestazione operativa, chiedendo eventualmente la rettifica dell'imputazione o la dichiarazione di nullità se il vino è sostanziale.
- Il differente inquadramento (es. imputazione in qualità di legale rappresentante della società vs imputazione come persona fisica per emolumenti) ha notevole rilievo pratico: coglie differenti soggetti, diversi obblighi dichiarativi e spesso differenti elementi probatori, per cui la difesa deve poter affrontare la contestazione effettivamente formulata.
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