Cassazione Penale, Ordinanza n. 34526/2026 del 25/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L’imputato ha impugnato la sentenza del 20 febbraio 2026 della Corte d’appello di Messina, che aveva confermato la condanna di primo grado per bancarotta fraudolenta patrimoniale. Con due motivi, entrambi formulati come vizi di motivazione, ha contestato la sussistenza della condotta distrattiva e l’accertamento dell’esercizio in fatto delle funzioni gestorie; ha ulteriormente argomentato con memoria del 9 giugno 2026. La Corte di cassazione ha ritenuto le doglianze inammissibili perché riproponevano, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata, questioni già dedotte in appello e puntualmente esaminate, e perché richiedevano una nuova valutazione degli elementi probatori.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che entrambi i motivi reiteravano profili già sottoposti alla Corte d’appello e non si confrontavano con le ragioni della decisione, esposte alle pagine 4 e 5 della sentenza impugnata; inoltre, le censure sollecitavano una rilettura delle prove, estranea al sindacato di legittimità e riservata al giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Sono inammissibili le censure di legittimità che ripropongono doglianze già dedotte in appello senza confrontarsi con le argomentazioni con cui il giudice territoriale le ha puntualmente disattese.
- Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova lettura degli elementi probatori, la cui valutazione è riservata al giudice di merito.
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