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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34470/2026 del 25/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L’imputato ha impugnato la sentenza del 25 novembre 2025 della Corte d’appello di Bari, che aveva confermato la decisione di primo grado affermandone la responsabilità per i reati di sostituzione di persona e false dichiarazioni sulla propria identità. Con il primo motivo ha denunciato violazione di legge quanto alla misura dell’aumento di pena applicato per la continuazione tra i reati. Con il secondo ha lamentato un vizio di motivazione per la svalutazione del proprio comportamento processuale nella complessiva determinazione della pena.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: i giudici di merito avevano individuato il reato più grave e la pena base, applicando un aumento contenuto per i reati satellite e fornendo una motivazione sufficiente, anche in ragione dell’omogeneità dei reati e dell’impossibilità di determinare l’aumento mediante criteri matematici. Il secondo motivo è stato ritenuto non deducibile in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, poiché la graduazione della pena appartiene alla discrezionalità del giudice di merito e la sentenza impugnata aveva indicato gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    in tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite

    Nel reato continuato il giudice deve determinare distintamente e motivare l’aumento per ciascun reato satellite, rispettando i limiti previsti dall’art. 81 c.p. e consentendo di verificare la proporzione tra gli aumenti e l’assenza di un surrettizio cumulo materiale.

  • art. 132 c.p.

    la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti e per fissare la pena base, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen.

    La determinazione della pena, inclusi la pena base e gli aumenti o le diminuzioni, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, sindacabile in legittimità nei limiti consentiti e sorretta da una motivazione adeguata.

  • art. 133 c.p.

    la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti e per fissare la pena base, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen.

    La scelta della pena deve essere esercitata dal giudice di merito secondo i criteri indicati dagli artt. 132 e 133 c.p.; una motivazione che richiami congruamente gli elementi decisivi o rilevanti assolve l’onere argomentativo.

Massime di principio

  • Nel reato continuato, il giudice deve individuare il reato più grave e la pena base, quindi calcolare e motivare separatamente l’aumento relativo a ciascun reato satellite. La motivazione deve consentire di verificare la proporzione degli aumenti, il rispetto dei limiti dell’art. 81 c.p. e l’assenza di un cumulo materiale surrettizio; il livello di dettaglio richiesto è correlato all’entità degli aumenti.
  • La commisurazione della pena, compresa la valutazione degli aumenti e delle diminuzioni, appartiene alla discrezionalità del giudice di merito. In cassazione non è consentito sostituire una diversa valutazione di opportunità a quella di merito quando la decisione richiama congruamente gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazione
RamiParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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