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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1131/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia trae origine da un giudizio promosso dallo Stato per accertare la demanialità marittima di aree site a Termoli (contrada "Rio Vivo") e ottenere il rilascio, la demolizione di opere abusive e il pagamento di un'indennità per l'occupazione. Il Tribunale di Campobasso accertò la demanialità e condannò la Rossi; la Corte d'appello confermò la natura demaniale e quantificò l'indennizzo. In Cassazione la Rossi ha dedotto (i) nullità per mancata integrazione del contraddittorio rispetto a un presunto comproprietario (Rossi Antonio) e (ii) errata valutazione della demanialità avendo la Corte d'appello omesso di tener conto dell'effetto dell'art. 6, comma 2-bis del d.l. n. 80/2004 (conv. con l. n. 140/2004) che, secondo la ricorrente, opererebbe una sdemanializzazione "ex lege" per le aree esclusive secondo le mappe catastali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (nullità per mancata integrazione del contraddittorio) ritenendo insufficienti le prove addotte dalla ricorrente circa la qualità di comproprietario del presunto terzo. Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte ha interpretato il comma 2-bis dell'art. 6 del d.l. n. 80/2004 conv. dalla l. n. 140/2004 come norma avente effetto costitutivo/di sdemanializzazione "ex lege" delle aree che risultano escluse dal demanio nelle risultanze catastali alla data di entrata in vigore della legge di conversione, con efficacia retroattiva fino alla formazione del catasto (R.D.L. 13/4/1939, n. 652). Ne deriva che l'attività amministrativa dell'Agenzia del Demanio per la delimitazione ha natura meramente dichiarativa/di attuazione, non costitutiva. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata e il procedimento rinviato alla Corte d'appello di Campobasso in diversa composizione per nuovo esame della natura demaniale dei terreni alla luce del principio di diritto così enunciato; regolazione delle spese a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 2-bis, d.l. n. 80/2004 (convertito in l. n. 140/2004)

    2-bis. La fascia demaniale marittima compresa nel territorio dei comuni di Campomarino e di Termoli (Campobasso) e del comune di San Salvo (Chieti) è delimitata, con effetti retroattivi, secondo la linea di demarcazione definita sulla base delle risultanze catastali alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L'attuazione in via amministrativa della ridefinizione della predetta linea di demarcazione è delegata all'Agenzia del demanio, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

    La Corte interpreta la norma come disposizione che determina ex lege la cessazione della demanialità per le aree escluse dalle risultanze catastali alla data di conversione: effetto immediato e retroattivo (sdemanializzazione ex lege). L'intervento amministrativo di attuazione è meramente dichiarativo/accertativo e non costitutivo.

  • art. 35 codice della navigazione

    La Corte ritiene che i requisiti formali richiesti dall'art. 35 cod. nav. siano soddisfatti dalla norma ex lege (comma 2-bis) in quanto il rinvio a elementi catastali predeterminati e la retroattività esplicano gli effetti richiesti.

  • art. 32 codice della navigazione

    L'atto amministrativo di delimitazione previsto ha funzione di mero accertamento (atto dichiarativo) dei confini del demanio marittimo; le contestazioni sulle risultanze del verbale di delimitazione devono essere esperite davanti al giudice ordinario.

  • artt. 822 e 28 codice della navigazione

    La demanialità consegue direttamente alla legge; le controversie sulla titolarità dominicale rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario e non richiedono necessariamente un atto amministrativo costitutivo.

  • R.D.L. 13 aprile 1939, n. 652 (catasto edilizio urbano)

    La Corte fissa la decorrenza retroattiva della nuova delimitazione alla data di formazione del catasto urbano, tenendo conto delle variazioni catastali annotate fino alla data di entrata in vigore della legge n. 140/2004.

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 4)

    Norma processuale invocata dalla ricorrente per i motivi di cassazione: n.3 (violazione di legge) rispetto alla normativa sulla demanialità e n.4 (nullità) rispetto alla presunta omissione dell'integrazione del contraddittorio; la Corte ha ritenuto fondato il motivo di diritto sostanziale (n.3) e infondato quello di nullità (n.4).

  • art. 102 e art. 354 c.p.c.; art. 342 c.p.c.; art. 39 c.p.c.

    Richiamate nel contesto della doglianza processuale sulla presunta nullità per omessa integrazione del contraddittorio e sulla domanda di litispendenza: la Corte ha ritenuto che i documenti prodotti non dimostravano la sussistenza del litisconsorzio necessario e che la questione della riunione/litispendenza proposta per la prima volta in memoria è inammissibile.

Massime di principio

  • Se una norma speciale dispone la delimitazione del demanio sulla base di elementi catastali con efficacia retroattiva, tale norma può operare una sdemanializzazione "ex lege" (effetto immediato e retroattivo) senza che sia necessario un atto amministrativo costitutivo.
  • L'attività amministrativa di delimitazione/disattuazione demandata all'Agenzia del Demanio ha natura meramente dichiarativa/accertativa quando la legge già stabilisce i criteri di individuazione; le risultanze amministrative possono essere disapplicate dal giudice ordinario se illegittime.
  • La demanialità è qualificazione che discende dalla legge (art. 822 c.c., artt. 28 e 35 cod. nav.); le controversie sulla titolarità dominicale e sulla demanialità sono devolute al giudice ordinario.
  • La retroattività di una norma che ricostituisce i confini del demanio può far valere effetti a partire dalla data di formazione del catasto; il giudice deve considerare le risultanze catastali alla data indicata dalla norma.
  • La prova della qualità di litisconsorte necessario (comproprietario) non può fondarsi solo su dati catastali o su atti privi di riscontro: sono richiesti titoli o elementi probatori idonei a dimostrare l'effettiva titolarità.
  • Le eccezioni processuali sollevate per la prima volta in memoria possono risultare inammissibili se non prospettate nei precedenti gradi di giudizio.

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