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Sentenza

Sentenza n. 5/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l'annullamento Con riguardo al ricorso introduttivo: - degli atti prot. n. -OMISSIS- del 2.07.2021 e prot. n. -OMISSIS- del 16.08.2021 emanati dalla Legione Carabinieri Calabria di -OMISSIS-, con cui si nega il congedo straordinario previsto dall'art. 42, comma 5, D. Lgs. n. 151/2001; Con riguardo ai motivi aggiunti: - dell'atto prot. n. -OMISSIS- del 16.09.2021, con cui si annullano le determinazioni prot. n. -OMISSIS- del 6.11.2020, prot. n. -OMISSIS--2019 del 3.12.2020, prot. n. -OMISSIS- del 3.12.2020 e prot. n. -OMISSIS--2019 dell’1.03.2021, di concessione del congedo straordinario al ricorrente per rispettivi undici, quindici, diciassette e dieci giorni, disponendo al contempo “la conversione in licenza ordinaria dei relativi periodi di congedo straordinario”.

Giustizia amministrativa202101446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: dinieghi di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 e successivo annullamento d'ufficio delle precedenti concessioni del congedo, con conversione dei periodi in licenza ordinaria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione militare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato gli atti con cui l'amministrazione militare aveva negato il congedo straordinario previsto dall'art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001. Con motivi aggiunti ha impugnato il successivo atto con cui l'amministrazione aveva annullato le precedenti determinazioni di concessione del congedo, relative a periodi rispettivamente di undici, quindici, diciassette e dieci giorni, disponendo la conversione dei relativi periodi in licenza ordinaria. Nel corso del giudizio è deceduta la persona bisognevole di assistenza; il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più alcun interesse alla decisione di merito, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto decisiva la dichiarazione del ricorrente, resa prima che la causa fosse trattenuta per la decisione, con cui egli ha manifestato la perdita di ogni interesse alla definizione nel merito in conseguenza del decesso della persona assistita. Il giudice ha richiamato il principio dispositivo, secondo cui il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino alla decisione e può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse; il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di lite sono state compensate in ragione dell'esito processuale.

Norme richiamate

  • art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001

    La disposizione è indicata quale base normativa del congedo straordinario richiesto dal ricorrente; la sentenza non ne esamina nel merito i presupposti applicativi.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse costituisce causa di improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nell'epigrafe processuale, senza specifica interpretazione nella motivazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, prima che la causa sia trattenuta per la decisione, il ricorrente dichiara di avere perso ogni interesse alla decisione di merito, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., purché la dichiarazione sia riferibile alla domanda proposta.
  • In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla valutazione dell'interesse a ricorrere né sostituirsi al ricorrente nella scelta di mantenere o abbandonare la domanda; sino alla decisione la parte conserva la disponibilità dell'azione.
  • La sopravvenienza del fatto che rende non più utile la decisione, unitamente alla dichiarazione della parte di non avere alcun interesse alla pronuncia di merito, comporta l'improcedibilità anche del ricorso per motivi aggiunti proposto contro un atto successivo collegato alla medesima vicenda.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàStato giuridico e avanzamento
RamiProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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