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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32754/2023 del 27/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario avverso la sentenza n. 21885 del 22/04/2022 della Corte di Cassazione che aveva rigettato il ricorso per cassazione proposto da Antignano contro l'ordinanza della Corte d'Appello di Napoli (13/05/2021) che aveva respinto la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla detenzione domiciliare dal 20/07/2015 al 16/06/2017 eseguita in relazione a reati ex art. 416-bis e 513-bis c.p. Antignano, successivamente assolto in appello il 16/06/2017 (definitiva il 02/11/2017), contestava che le Corti avessero travisato le risultanze probatorie e avesse attribuito erroneamente rilievo alla "contiguità" clan-cooperativa e al suo avvalersi della facoltà di non rispondere, non tenendo conto della documentazione difensiva prodotta.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile. Motivazione: (1) consenso giurisprudenziale che il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è esperibile dal solo "condannato"; essendo Antignano assolto, manca la legittimazione a proporre il rimedio; (2) in via subordinata, anche nel merito le censure non rappresentano un "errore percettivo" ma valutazioni di merito non sindacabili con il ricorso straordinario; la Corte ha ritenuto legittima la valutazione della contiguità (dichiarazioni del collaboratore Pirozzi e intercettazioni) e del mancato chiarimento in sede interrogatoria. Condanne: il ricorrente è onerato delle spese processuali, condannato al versamento in favore della Cassa delle ammende per somma determinata in via equitativa (nella motivazione euro 3.300) e a rimborsare le spese dell'Avvocatura dello Stato liquidate in euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Il ricorso straordinario per errore di fatto è rimedio straordinario riservato al "condannato" e applicabile solo per correggere errori materiali o di rappresentazione percettiva, non per rivedere valutazioni di merito.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere per il ricorrente di sostenere le spese del procedimento in caso di inammissibilità.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Riferimento utilizzato per la determinazione dell'assenza di colpa grave nella presentazione del ricorso e per la quantificazione equitativa delle somme a carico del ricorrente.

  • Giurisprudenza di legittimità citata (es. Sez. 3, n. 22060/2019; Sez. Un. n. 13199/2016 Nunziata; Sez. 6, n. 28424/2022; Sez. Un. n. 18651/2015 Moroni)

    Principi applicati: il ricorso straordinario non è ammesso contro decisioni che non incidono sul giudicato di colpevolezza (es. decisioni cautelari, misure di prevenzione, indennizzo per ingiusta detenzione quando l'attore non è condannato) e delimita la nozione di errore percettivo rispetto all'errore di giudizio.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è in via generale esperibile solo dal soggetto qualificabile come "condannato"; un imputato assolto difficilmente ha legittimazione a proporre tale rimedio contro decisioni che riguardano l'indennizzo per ingiusta detenzione.
  • Il rimedio è limitato agli "errori percettivi" chiaramente individuabili (errori materiali o di rappresentazione dei fatti); se la censura investe valutazioni di merito o la ponderazione delle prove, la questione è inapplicabile al ricorso straordinario e deve essere esperita con altri mezzi impugnatori.
  • La Corte può legittimamente valorizzare elementi indiziari e dichiarazioni di collaboratori o intercettazioni per ritenere sussistente un'apparenza di contiguità criminale, anche se in giudizio di merito si sia poi giunti ad una assoluzione.
  • L'avvalersi della facoltà di non rispondere può essere valutato negativamente se, considerato insieme alle altre acquisizioni, impedisce al giudice della riparazione di avere spiegazioni alternative plausibili; il semplicistico richiamo alla facoltà non è sempre sufficiente a escludere la rilevanza probatoria.
  • Prima di proporre un ricorso straordinario per errore di fatto, il difensore deve cercare di dimostrare con precisione un errore percettivo (es. travisamento oggettivo di documenti o fatti) e non limitarsi a contestare l'apprezzamento probatorio del giudice; altrimenti si rischia l'inammissibilità e la condanna alle spese e a somme a titolo di ammenda.

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