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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48357/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gabrielli impugnava la conferma della condanna per: (1) furto aggravato (con violenza sulle cose e connessione teleologica) contestato da Cornelia Scheul, sostenendo che la prova si fondava su mere presunzioni e sulla sola presenza sull'auto di Sabrina Faes vista transitare vicino al luogo del furto, senza identificazione certa del soggetto a bordo né escussione di Faes; (2) indebito utilizzo di una carta bancomat, contestando che la corrispondenza tra la persona ripresa dalle telecamere e la foto sulla patente fosse incerta e rilevando l'inverosimiglianza della condotta (prelievo di soli 120 euro e successivi tentativi); (3) la sussistenza della circostanza aggravante della connessione, chiedendo che il giudice di appello potesse escluderla d'ufficio quando il gravame investe l'affermazione di responsabilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i primi due motivi inammissibili perché non colgono la ratio decidendi della sentenza di merito e analizzano gli elementi in modo atomistico, senza confrontarli con il compendio probatorio complessivo: la sentenza di merito aveva ritenuto certa l'identificazione dell'imputato nelle immagini del bancomat e la strettissima vicinanza temporale e spaziale tra il furto e i prelievi effettuati con la carta sottratta, elementi che, letti congiuntamente, risultano decisivi. Le censure relative al numero di tentativi di prelievo e alla condotta della persona offesa sono state giudicate manifestamente inconsistenti rispetto alle videoriprese. Quanto al terzo motivo, la Corte ha escluso la possibilità di rimettere d'ufficio l'esclusione dell'aggravante da parte del giudice d'appello se il punto relativo all'aggravante non è stato devoluto in appello, richiamando il principio devolutivo dell'art. 597 cod. proc. pen.; pertanto l'aggravante è stata confermata nella sua valutazione di merito. Il ricorso è dunque rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese (e degli oneri di legge).

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8 (convertito con modificazioni dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176)

    Regola la possibilità di presentare requisitoria scritta e disciplina la richiesta di discussione orale; qui utilizzata per la presentazione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale.

  • decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, art. 16 (convertito con modificazioni nella legge 25 febbraio 2022, n. 15)

    Proroga o modifica termini/processi connessi alla disciplina processuale richiamata; citato per la proroga della disciplina relativa all'art. 23 del DL 137/2020.

  • disposizioni di attuazione cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    Limita i motivi e ambiti del ricorso in Cassazione; utilizzato per definire i limiti dell'impugnazione proposta.

  • codice di procedura penale, art. 597, comma 1

    Codifica il principio devolutivo dell'appello: il giudice d'appello giudica sui punti della decisione devoluti con i motivi; le circostanze aggravanti non sono escluse dalle eccezioni al principio devolutivo e pertanto, se non devolute, non possono essere rimosse d'ufficio dal giudice d'appello.

  • Sez. U, n. 1 del 19/01/2000 (Tuzzolino) - giurisprudenza

    Ricostruzione della distinzione tra 'capo della sentenza' e 'punto della decisione', e dell'ambito dei punti devoluti in appello (accertamento della responsabilità, determinazione della pena, accertamento delle circostanze, ecc.).

Massime di principio

  • In giudizi fondati su elementi indiziari/di videoripresa, il giudice valuta il compendio probatorio nel suo insieme: singoli elementi isolati possono sembrare deboli, ma sommati possono risultare decisivi; il ricorso deve quindi attaccare la ratio complessiva della decisione, non singoli elementi disaggregati.
  • Quando si contesta l'identificazione basata su immagini, è necessario dimostrare l'esistenza di incongruenze manifeste, contraddizioni o lacune nella ricostruzione probatoria, non limitandosi a rilevare mere possibilità alternative.
  • In appello il principio devolutivo limita la cognizione del giudice: per ottenere che una circostanza aggravante sia riesaminata o esclusa è necessario che il relativo 'punto della decisione' sia devoluto con i motivi di appello; altrimenti la questione non può essere decisa d'ufficio dal giudice d'appello.
  • Le eccezioni procedurali e la corretta individuazione dei punti della decisione sono decisive: impugnazioni generiche o che non delimitano con precisione i punti devoluti sono suscettibili di inammissibilità.
  • Per resistere efficacemente a valutazioni basate su videoriprese e prossimità temporale, difesa e ricorrente devono proporre elementi probatori o argomentazioni che incidano sulla compattezza logica del giudizio di merito, ossia dimostrare che la motivazione sia manifestamente contraddittoria, illogica o priva di fondamento.

Testo integrale

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