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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16375/2025 del 17/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (venditore)

La controversia

La controversia nasce da un preliminare di compravendita di cosa futura stipulato per la realizzazione e vendita di un complesso immobiliare. La promissaria acquirente aveva versato una caparra ed erano state rilasciate due garanzie bancarie qualificate nel giudizio di merito come fideiussioni. Dopo l'apertura dell'amministrazione straordinaria della promittente venditrice, la promissaria acquirente ha dichiarato di recedere dal preliminare per i dedotti inadempimenti della controparte, chiedendo il doppio della caparra e l'escussione delle garanzie. Il commissario straordinario ha invece comunicato lo scioglimento del contratto ai sensi dell'art. 50 d.lgs. n. 270/1999, sostenendo di essere l'unico legittimato a farlo e di determinare così lo scioglimento anche delle garanzie. Nel giudizio di merito la banca ha chiesto la conferma del sequestro liberatorio e l'individuazione del soggetto legittimato a ricevere il pagamento; la società in amministrazione straordinaria ha chiesto il riconoscimento del proprio diritto allo scioglimento e la restituzione delle somme; la promissaria acquirente ha chiesto tra l'altro la declaratoria di litispendenza o la sospensione, oltre al rigetto delle pretese avversarie. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, violazione degli artt. 1385 c.c. e 50 d.lgs. n. 270/1999, sostenendo che il recesso ex art. 1385 c.c. fosse legittimo nonostante l'apertura della procedura e prima dello scioglimento da parte del commissario; con il secondo motivo ha dedotto violazione delle norme sulla fideiussione e sull'interpretazione contrattuale, sostenendo che le garanzie bancarie avessero natura di contratto autonomo di garanzia e non di fideiussione, con conseguente insuscettibilità di scioglimento ex art. 50 d.lgs. n. 270/1999.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi di ricorso. Il primo è stato ritenuto coperto da giudicato esterno, perché la stessa questione sulla compatibilità tra art. 1385 c.c. e art. 50 d.lgs. n. 270/1999 era già stata decisa in un precedente giudizio tra le stesse parti dalla Corte di cassazione con ordinanza n. 13299/2018, che aveva escluso il potere del contraente in bonis di sciogliere unilateralmente il contratto pendente dopo l'apertura dell'amministrazione straordinaria. Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile per carenza di specificità ex art. 366, n. 6, c.p.c., per difetto di adeguata indicazione e riproduzione del contenuto dei documenti rilevanti, e comunque perché tendeva a sollecitare una rivalutazione di merito dell'interpretazione delle clausole contrattuali, attività non consentita in sede di legittimità quando la lettura del giudice di merito sia plausibile. Ne è conseguito il rigetto del ricorso e la condanna della ricorrente alle spese in favore di entrambe le resistenti, oltre all'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1385 c.c.

    La caparra confirmatoria e il recesso con ritenzione o richiesta del doppio della caparra non sono esercitabili dal contraente in bonis in contrasto con la disciplina speciale dell'amministrazione straordinaria sui contratti pendenti, quando il potere di scioglimento è riservato al commissario straordinario.

  • art. 50 d.lgs. n. 270/1999

    La norma attribuisce al commissario straordinario il potere di sciogliersi dai contratti pendenti; fino all'esercizio di tale facoltà il contratto continua ad avere esecuzione, ma ciò non conferisce al contraente in bonis un autonomo potere di recesso.

  • art. 1362 c.c. e ss.

    L'interpretazione del contratto è accertamento di fatto riservato al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per violazione dei canoni ermeneutici o motivazione inadeguata.

  • art. 1936 c.c.

    Richiamato per distinguere la fideiussione dal contratto autonomo di garanzia; la Corte conferma la qualificazione in fideiussione operata dai giudici di merito.

  • art. 1945 c.c.

    Richiamato per il regime delle eccezioni del fideiussore, compatibile con la qualificazione della garanzia come fideiussione e non come garanzia autonoma.

  • art. 1957 c.c.

    Richiamato per il regime di decadenza del creditore nelle fideiussioni; la sua rinuncia è stata valutata come elemento compatibile con la fideiussione.

  • art. 366, n. 6, c.p.c.

    Il ricorso deve indicare specificamente gli atti e i documenti su cui si fonda, riproducendone il contenuto rilevante e la loro collocazione processuale.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro formale invocato per denunciare violazione di legge, ma la censura non può tradursi in una mera richiesta di diversa interpretazione del contratto o dei fatti.

  • art. 287 c.p.c. e seguenti

    La correzione degli errori materiali della sentenza non compete alla Corte di cassazione, ma al giudice che ha pronunciato il provvedimento impugnato.

  • art. 372 c.p.c.

    Richiamato in tema di produzione del giudicato esterno in cassazione, con precisazione che il divieto di produzione non opera nello stesso modo per il giudicato formatosi su decisione della Corte di cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    La soccombenza comporta, se dovuto, l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 65 dell'ordinamento giudiziario

    Richiamato come fondamento del dovere nomofilattico della Corte e della conoscenza dei propri precedenti.

  • art. 72 legge fall.

    Citato in via analogica per ribadire il principio generale secondo cui sui contratti pendenti interviene solo l'organo della procedura concorsuale.

  • art. 50 d.lgs. n. 270 del 1990

    Richiamato nel ricorso, ma il testo della decisione indica chiaramente che il riferimento corretto è al d.lgs. n. 270 del 1999; la disciplina applicata è quella dell'amministrazione straordinaria.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno formatosi tra le stesse parti su una questione di diritto comune al precedente e al successivo giudizio preclude il riesame della medesima questione, anche se il nuovo processo ha petitum o finalità diverse.
  • Nel regime dell'amministrazione straordinaria, il potere di scioglimento dei contratti pendenti è attribuito esclusivamente al commissario straordinario; fino a quando tale potere non sia esercitato, il contratto prosegue, ma il contraente in bonis non acquista per ciò solo un autonomo potere di recesso.
  • La qualificazione di una garanzia bancaria come fideiussione o contratto autonomo di garanzia dipende dal contenuto complessivo delle clausole e dal loro tenore letterale; la sola rinuncia al beneficio della preventiva escussione non basta, di per sé, a trasformarla in garanzia autonoma.
  • In cassazione non è consentito censurare l'interpretazione del contratto solo perché se ne propone una lettura alternativa: occorre indicare specificamente i canoni ermeneutici violati e spiegare in che modo il giudice di merito se ne sia discostato.
  • Il ricorso per cassazione che si fonda su documenti deve rispettare un rigoroso onere di specificazione e autosufficienza, indicando contenuto rilevante e collocazione degli atti processuali e dei documenti richiamati.

Come è indicizzato

MaterieFideiussioneInadempimentoImpugnazioniLiquidazione giudizialeMutuo
RamiContrattiObbligazioniProcesso civileFallimentare / Crisi d'impresaBancario e finanziario
IstitutiGiudicatoOnere della provaBuona fede e correttezza

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