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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30522/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (magistratura di sorveglianza)

La controversia

Il condannato ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro che aveva rigettato le richieste di detenzione domiciliare e di affidamento in prova al servizio sociale, relative al residuo di pena in espiazione per reati di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Con due motivi, trattati congiuntamente, ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione sul diniego delle misure alternative, sostenendo che il giudice specializzato avrebbe negato l'accesso ai benefici senza un adeguato esame di tutti gli elementi disponibili e attribuendo rilievo improprio al fatto che le condotte fossero state poste in essere successivamente alla concessione di una precedente misura di affidamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza si sia mosso entro i corretti parametri valutativi: non ha fondato il diniego sulla sola mancata prova del ravvedimento né sulla gravità del fatto in modo automatico, ma ha svolto un giudizio prognostico sfavorevole basato su un ponderato bilanciamento degli elementi del caso, valorizzando l'assenza di una anche embrionale revisione critica, l'atteggiamento minimizzante del condannato rispetto alle condotte ai danni dell'ex compagna, la necessità di ulteriore osservazione inframuraria segnalata dall'equipe trattamentale e una recente infrazione disciplinare. La motivazione è stata ritenuta né mancante né contraddittoria e l'impugnazione priva di argomenti idonei a incrinarne la tenuta. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    omesse le generalità e gli altri dati identificativi

    in caso di diffusione del provvedimento devono essere omessi i dati identificativi delle persone coinvolte, per imposizione di legge.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    richiamata per giustificare la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende per colpa nell'irritualità dell'impugnazione.

Massime di principio

  • La concessione delle misure alternative alla detenzione è rimessa alla valutazione discrezionale del magistrato di sorveglianza, che deve verificare in concreto la meritevolezza del condannato rispetto al beneficio richiesto e la idoneità della misura a favorirne il reinserimento sociale.
  • Il giudice di sorveglianza deve basarsi sulle relazioni degli ორგანi di osservazione, ma non è vincolato ai giudizi ivi espressi: deve apprezzare autonomamente le informazioni sulla personalità e sullo stile di vita del condannato, rapportandole alle finalità rieducative della misura e alla persistenza di eventuali profili di pericolosità.
  • Il diniego di una misura alternativa può fondarsi su un giudizio prognostico sfavorevole che tenga conto, in modo globale, dell'evoluzione trattamentale, dell'assenza di una revisione critica del fatto, di condotte minimizzanti e di ulteriori elementi negativi emersi nel percorso intramurario; tale valutazione finale è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua.
  • La progressività nella concessione dei benefici penitenziari costituisce criterio coerente con le esigenze rieducative del trattamento penitenziario e può legittimare un ulteriore periodo di osservazione prima dell'accesso a misure più favorevoli, quando il percorso trattamentale non mostri sufficiente maturazione.
  • In sede di legittimità non è sufficiente contrapporre una diversa lettura degli elementi valutati dal giudice di sorveglianza: occorre evidenziare un effettivo vizio logico o giuridico della motivazione, altrimenti il ricorso è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

Testo integrale

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